“Il corpo ricorda”: primo romanzo per Giovanna Ripolo

“Il corpo ricorda”: primo romanzo per Giovanna Ripolo

Sabato 22 ottobre la presentazione al Museo di Pitagora

Ci sono parole che nascono nell’anima, e altre che prendono forma nel corpo. C’è un confine tra psiche e materia, così come l’istinto è forte da far diventare inchiostro ciò che prima era solo idea. Giovanna Ripolo, docente di lettere presso il Liceo Classico Pitagora, esordisce con il suo primo romanzo, “Il corpo ricorda. Anatomia di un’anima”, edito da Falco M. Edizioni: un debutto emozionante per la professoressa che, dopo racconti brevi e raccolte di poesie, ha deciso di vivisezionare una storia tirata fuori dal cassetto.

Nella mai vita ho sempre scritto – ci racconta la stessa autrice – mi sono sempre fermata ai racconti un po’ più brevi poichè il romanzo è impegnativo, una storia che ha un lungo percorso, le due cose però hanno camminato insieme. Il salto nel buio è il fatto di volerlo pubblicare – ci confida – la storia l’avevo dentro di me da tanto tempo, e doveva uscire in un modo o nell’altro. Una serie di circostanze mi hanno portato a portarla a compimento”.

Poi il grande giorno sabato 22 Ottobre, alle 18.30, presso il Museo e Giardini Pitagora in cui presenterà la sua opera prima, dialogando con la docente Lucia Claps. Prenderanno vita, tramite la presentazione dell’autrice, Nando, Viola e Rina protagonisti del libro che si preannuncia avvincente, e che non sarà l’unico romanzo dell’autrice.

C’è un colpo di scena abbastanza eclatante – ha continuato – e “Il corpo ricorda” è un titolo che nasce da una riflessione; tutto ciò che succede rimane in noi e il corpo lo ricorda, anche quando è passato molto tempo poichè ha la particolarità non solo di ricordare ma di reagire a ciò che accade. E noi non siamo solo corpo ma anche anima, e c’è questo ponte, questo intreccio tra questi tre personaggi. Questo ponte sarà quello che poi risolverà quanto narrato”. Il debutto per la professoressa Ripolo è un giallo: “Sono abituata a fare le cose che mi piacciono – conclude – sono un’appassionata di storie che hanno enigmi da risolvere e quindi essendo mi è venuto spontaneo buttarmi in questa storia, che non sarà di certo l’unica”.