Il costo del pane “lievita”: un nuovo aumento per gli italiani

Il costo del pane “lievita”: un nuovo aumento per gli italiani

Da questa mattina il pane costa di più.  Il prezzo è “lievitato”, infatti, del 30%. Il costo aumentato, infatti, deriva dall’aumento del prezzo della farina e delle altre materie prime. Oltre che le bollette dell’energia elettrica, del gas, della manodopera, che sono aumentate negli anni per tutti, da aggiungere alle spese di sanificazione dovute al Covid-19.

Andiamo nel dettaglio

L’aumento del 15,7% dell’energia elettrica, del 34% del gas e 16,8% dei i carburanti e lubrificanti per mezzi di trasporto. A questi costi lievitati vanno aggiunti quelli delle materie prime per la produzione e il confezionamento oltre che per la vendita e la distribuzione dei prodotti da forno. Per quanto riguarda le farine e, quindi, il prodotto base per la panificazione sono stati presi a riferimento i dati pubblici ufficiali che  evidenziano aumenti all’origine, luglio 2021 su luglio 2020, del 9,9% per il frumento duro  e del 17,7% per il frumento tenero. Così come sono aumentati gli oli di semi raffinati mediamente del 33% e il burro del 31%. Ce lo dice Assopanificatori.  Un altro dato è il valore del grano tenero che è venduto a circa 26 centesimi.

I prezzi del pane in Italia

Mentre Coldiretti ha evidenziato che “se a Milano una pagnotta da un chilo costa 4,2 euro, a Roma si viaggia sui 2,63 euro mentre a Palermo costa in media 2,95 euro al chilo secondo elaborazioni Coldiretti su dati dell’Osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo economico.

Cosa succederà, dunque?

Sicuramente questa modifica del prezzo, che non avveniva da più di dieci anni, farà molto discutere nei prossimi giorni, e non è detto che il prezzo del pane non “lieviti” ulteriormente. E fino a qualche anno fa, infatti, era quasi impossibile pensarlo.