Il Crotone fa il suo debutto domani a Genova. Poi la prima in casa con la Juventus

Il Crotone fa il suo debutto domani a Genova. Poi la prima in casa con la Juventus


#GenoaCrotone | Dopo aver svolto presso il fresco della Sila il ritiro silano per preparare il primo campionato di Serie A in era Covid-19, il Crotone di Stroppa è pronto alla prima sfida nel massimo campionato dopo aver conquistato la promozione nella scorsa stagione. Nuova squadra, nuovi interpreti insieme al tecnico Giovanni Stroppa che al Marassi di Genova sfiderà i grifoni allenati da Rolando Maran in quella che di fatto rappresenterà la prima sfida salvezza tra due squadre che puntano al mantenimento della categoria.

«Siamo in ritardo, lo eravamo e lo siamo ancora sotto l’aspetto della condizione – ha detto – e quindi cercheremo di dare il massimo secondo le forze e le qualità che abbiamo a disposizione oggi. Per affrontare il Genoa che è la prima di campionato ci teniamo tutti di fare al meglio e dare tutto quello che abbiamo perchè è una partita importante e mi piacerebbe partire col piede giusto. Il ritardo è oggettivo, non per colpa del Crotone, ma riguarda tutte le squadre».

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«Manca Benali, manca Cuomo, Gigliotti per il resto sono tutti disponibili. Il giusto mix, mi tengo qualche ora di dubbio per poter mettere in cambio la migliore formazione per quello che riguarda l’idea di gioco, per quello che riguarda la condizione fisica l’ho detto poco fa, è stato penalizzante non poter giocare amichevole, poi c’è l’allestimento della squadra, sicuramente siamo anche in ritardo in questo, ma questo lo è per tutte le squadre. Anche se noi arriviamo in questa categoria da neo promosse, probabilmente dobbiamo fare molto di più rispetto alle squadre che hanno già fatto questa categoria».

La prima di campionato è domani alle ore 15,00 dove al Marassi di Genova Stroppa stringerà la mano a Rolando Maran.

«Anche un giusto mix è possibile, bisogna calcolare i cambi, anche perché abbiamo fatto poche partite. Io ho l’incognita della condizione fisica, poi magari domani facciamo la partita perfetta, sotto l’aspetto dell’equilibrio, della gamba, della condizione atletica, quello che preme di più  però è arrivare al novantesimo e fortunatamente ci sono cinque cambi e cercheremo di gestire tra i nuovi e i vecchi le giuste qualità del Genoa.

É tutta un’incognita, per lo meno per quanto riguarda tutte le prime partite, anche loro sono in fase di costruzione, hanno uno zoccolo duro , quindi un’intelaiatura dello scorso anno più omogenea, ho visto che hanno fatto acquisti nuovi, però è una squadra che è abituata a fare un certo tipo di partite. Però ripeto è la prima partita vediamo cosa succederà, sicuramente noi abbiamo l’entusiasmo, abbiamo la voglia di confrontarci al meglio e sicuramente siamo pronti in questo, è vero che siamo in ritardo, ma daremo tutto quello che abbiamo per portare a casa punti. Il modo di giocare rispetto allo scorso anno non cambierà.

Il tecnico Rolando Maran lo conosco bene, è un amico, è una persona speciale, un grande allenatore che ha dimostrato di essere un allenatore importante in questa categoria. Cercheremo di fare una partita sotto tutti gli aspetti di attenzione, gli episodi possono essere determinanti, e quindi sbagliare il meno possibile per quello che potrebbe essere il discorso del Crotone quando avremo le occasioni davanti, sbagliare poco o niente».

Nelle ultime settimane sono arrivati i nuovi acquisti in squadra, raggiungendo il ritiro silano. La domanda posta è se i neo arrivati in rosa giungono in giusta condizione fisica o meno.

«Un po’ è uno. C’è qualcuno che arriva da un pre campionato individuale che non si è allenato con la propria squadra di apparenza e quindi è sicuramente in ritardo,  c’è chi è arrivato già condizionato e quindi era più vantaggiato sotto l’aspetto atletico nell’inserirsi nel gruppo. Ci sono queste difficoltà nell’amalgamare la squadra. Non è una cosa semplice, ci voleva qualcosa in più, anche sette settimane, perchè per due o tre settimane siamo rimasti in 12 in ritiro, poi le convocazioni in Under, poi Rojas che è ritornato in patria e non riusciamo a portarlo qua, o Vulic, sono due pedine importanti che non possiamo approfittarne. Sono contento dei giocatori arrivati, abbiamo scelto bene».

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«Per quanto riguarda la Kabala non guardo queste cose, lavoriamo per vincere. Non penso che ci sia un allenatore che la pensi diversamente. Metteremo tutto quello che abbiamo e voglio che entri bene in testa a tutti, di dare il massimo. Tutto quello che si ha in questo momento bisogna darlo. Poi le difficoltà non significa che non ci saranno. Sono contento di essere tornato in Serie A, questo è grazie a dove mi trovo, perchè non c’è solo il sottoscritto a fare questo lavoro. I giocatori, lo staff, la mia società che mi ha permesso di lavorare al meglio».

Il lockdown ha messo a dura prova tutte le squadre di calcio, con ritardi negli allenamenti, partite post datate, e campionato terminato in estate. Ora l’incognita nel pubblico negli stadi.

«Dopo il lockdown c’era un vantaggio perchè non abbiamo mai staccato la spina, comunque sia tra allenamenti a distanza o altro e siamo rimasti sempre gli stessi. Abbiamo avuto un numero minore a disposizione negli allenamenti, si stanno integrando giocatori nuovi, non siamo al completo, ci stanno tante difficoltà. Non credo che ci siano analogie alle situazioni di mesi fa. Per quanto riguardo il pubblico, abbiamo tutti la voglia di stare insieme a fare le partite».

Danilo Ruberto

 


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