Il pediatra Barretta (FIMP): «Restituiamo una vita “normale” ai bambini»

Il pediatra Barretta (FIMP): «Restituiamo una vita “normale” ai bambini»

Negli Stati Uniti vaccino anche tra i 12 e i 15 anni. L’ok in Europa e in Italia potrebbe arrivare a giugno

Negli Stati Uniti è stato autorizzato l’utilizzo del vaccino Pfizer anche per i giovani tra i 12 e i 15 anni. La notizia è arrivata qualche giorno fa e di fatto fa da apripista al possibile, e quasi certo, parere positivo anche da parte dell’Ema, l’Agenzia europea per i medicinali e, successivamente, dell’Aifa (Agenzia italiana del farmaco). Ok che potrebbe arrivare già nel mese di giugno e che darebbe un’accelerata non indifferente alla campagna vaccinale e non solo.

Vaccinare i bambini e gli adolescenti significa prima di tutto proteggerli ma vuol dire anche frenare la corsa del virus. Lo spiega il dottor Martino Barretta, presidente provinciale e componente della segreteria nazionale della Federazione italiana Medici Pediatri. «La fascia pediatrica – sottolinea – è stata tenuta per ultima per permettere di proteggere prima le categorie più fragili. Con l’ok delle agenzie che certificano la sicurezza del vaccino saremo capaci di mettere al riparo della malattia anche i giovanissimi e fermare la pandemia». Gli studi sembrano promettenti e le due dosi sembrano avere una efficacia del 100%, inoltre conosciamo già gli effetti collaterali di questo vaccino, aspetto non indifferente.

Perché dunque è importante vaccinare i bambini? «Sappiamo – sottolinea Barretta – che i bambini si ammalano, anche se di una infezione lieve; sappiamo che purtroppo alcuni di loro sono stati ospedalizzati e sappiamo che il covid causa nei giovanissimi la sindrome infiammatoria multisistemica; c’è poi il cosiddetto long Covid e cioè il prolungamento dei sintomi anche dopo la malattia. Ma oltre all’aspetto che riguarda la salute bisogna dare la possibilità ai bambini di tornare a una vita “normale”. Lo abbiamo sempre detto, sono quelli che hanno fatto più sacrifici sul piano educativo e relazionale. Insomma, facciamoli tornare a scuola in sicurezza, anche per la tranquillità dei genitori.

 

V.R.