Il ricordo di Ginevra in Parlamento: «Quanti altri sacrifici sull’altare delle carenze della sanità calabrese?»

L'onorevole elisabetta Barbuto alla Camera dei Deputati denuncia con forza la situazione del sistema sanitario regionale

«Si chiamava Ginerva, e non aveva ancora compiuto due anni, la sua storia ha commosso tutta l’Italia. E’ morta di Covid, è morta al Bambin Gesù di Roma, è morta perché presso l’ospedale dove era stata trasportata d’urgenza, in Calabria, non c’era la terapia intensiva pediatrica e a causa della situazione della viabilità interna si è fatto prima ad allestire l’aereo che l’ha accompagnata a Roma piuttosto che tentare di condurla in altri ospedali calabresi».

La storia della piccola Ginevra è arrivata anche in Parlamento. A parlare di lei e di quello che è la sanità calabrese, è stata l’onorevole Elisabetta Barbuto intervenuta alla Camera dei Deputati.

L’onorevole pentastellata, ricordando che è in corso l’indagine interna avviata dal Presidente della Regione Calabria e commissario alla sanità, ha inteso puntare i riflettori su due aspetti dolorosi della nostra terra: la sanità e i trasporti.

«La Calabria fa sempre parte dello Stato italiano?» chiede la Barbuto che aggiunge dal banco:«Noi calabresi chiediamo che ci venga riconosciuta la medesima dignità di ogni cittadino italiano. Per questo chiediamo che non vengano mai spente le luci su vicende tanto dolorose quanto assurde. Denunciamo con forza le carenze della sanità calabrese che questa volta sono state una condanna a morte per una creatura di appena due anni. Quanti tributi e sacrifici umani si dovranno ancora sacrificare sull’altare delle carenze della sanità calabrese? Noi vogliamo cambiare. Ciao piccola Ginevra».