Il riscatto della Calabria e del Teatro parte da “Calà”, con i riti antichi e la mitologia della nostra terra

Il riscatto della Calabria e del Teatro parte da “Calà”, con i riti antichi e la mitologia della nostra terra

La rinascita del teatro e della Calabria (ri)parte dall’opera “Calà“, scritta a quattro mani da Giusy Mellace e Marco Cinconte, con regia di Franco Eco, dramma di una donna maltrattata dai suoi stessi figli poichè vittima del sortilegio delle barche. Mitologia e ritualità nel lavoro che debutterà il 14 giugno a Napoli, nel giardino di Porto di Miano all’interno del Parco di Capodimonte, per la rassegna di Campania Teatro Festival, nella lunga notte di processione in cui Calà invoca la speranza di riscatto sociale rivolgendosi alla Madonna Nera.

L’ancora di salvezza, dunque, rimane la Madonna di Capo Colonna, con il suo antico rito e la devozione, dove  il voto  alla Vergine Nera è occasione di quel riscatto per abbandonare la leggenda che rimane solo un sogno, passando  dalla disperazione alla liberazione.

“La speranza è che la cultura sia promotrice del bello e che non venga messa da parte – ha dichiarato Giusy Mellace, la quale si è occupata anche della produzione esecutiva – ci ritroviamo adesso a sperare , ad inizio della nostra stagione teatrale, di ripartire ad ottobre anche nei nostri teatri affinchè possano tornare a riempirsi, e tornare alla normalità“.

Franco Eco ha curato anche le musiche del Dramma “Calà – L’ultimo filo“, mentre a Claudio Borrelli ne è stata affidata l’organizzazione. Fabrizio De Masi, invece, ha realizzato la locandina. E’ la prima volta che una produzione interamente crotonese viene portata in Campania Teatro Festival: “Un motivo di orgoglio e segnale di rinascita un po’ per tutti” ha aggiunto Marco Ciconte.

Dopo l’evolversi della pandemia lo spettacolo sarà portato a Crotone: “Allo spettacolo seguirà una tournée, in questo momento siamo in contatto con diversi teatri ma è molto prematuro poter pensare ad una tournée o qualcosa sul lungo termine – ci ha detto il regista Franco Eco  – sicuramente lo spettacolo verrà a Crotone perchè è giusto che sia così”.

Tre attori teatrali sul palcoscenico, con tre esperienze diverse ma simili, provenienti da tre territori diversi: Giovanni Cordì da Gioia Tauro, Francesca Flotta da Longobucco in provincia di Cosenza, e la figlia della nostra terra crotonese Erica Bianco.

L’esperienza è maturata dalle audizioni e i provini svolti, con un un lavoro effettuato tra gli attori stessi per poter capire come raccontare la storia di Calabria: “La mia esperienza nasce grazie ad un laboratorio teatrale a Crotone al Liceo Classico, sotto la guida di Francesco Marino – ci ha detto Erica Bianco –  Poi ho continuato con Lindo Nudo, e successivamente ho abbandonato un po’ la strada del teatro per laurearmi a Roma e poi sono tornata al mio primo amore, frequentando un’Accademia a Roma, e poi dopo un’esperienza a Venezia ho debutto nel mondo teatrale  e cinematografico”.

Partire dal teatro potrebbe essere un ritorno alla normalità: “Il Teatro fa parte della nostra società ed è una cosa troppo preziosa e importante – ha aggiunto Francesca FlottaRappresenteremo la Calabria con i nostri dialetti che sono una ricchezza“.

Il lavoro è stato prezioso, con corsi di formazione durante il lockdown per poi tornare insieme,  studiare i personaggi e portare in scena quel sogno chiamato teatro: “Lo spettacolo presuppone tanto lavoro fisico ed emotivo, un’esperienza  favolosa perchè ho delle compagne di scena eccezionale e un entourage favoloso” conclude Giovanni Cordì.

Danilo Ruberto