Il romanzo “Elsa” della mesorachese Angela Bubba al Premio Strega

Il romanzo “Elsa” della mesorachese Angela Bubba al Premio Strega

La Calabria ed in particolare la sua provincia ancora una volta rappresentate a livello nazionale attraverso l’opera dal titolo “Elsa”, dedicata alla figura di Elsa Morante, pubblicazione della giornalista e scrittrice Angela Bubba, di origini mesorachesi. Un orgoglio per lei e per la terra crotonese vista la recente candidatura al Premio Strega.

La sua opera “Elsa” è un Romanzo ispirato alla figura di Elsa Morante. Cosa l’ha portata ad ispirarsi a questa figura e a dare vita a questa opera?

«Ho scelto di dedicarmi ad Elsa Morante per il profondo amore che nutro nei confronti della sua letteratura, insieme ad una grande curiosità per quella che è stata la sua vita: difficile, avventurosa, intricata, piena di nodi e di prodigi, di meraviglie e di ostacoli. Tutto questo era (è) già molto romanzesco in qualche modo, io ho cercato di trasferirlo in maniera coerente e personale, attraverso il filtro del mio stile e della mia poetica, in un mio libro».

Elsa Morante è stata la prima donna ad essere insignita del Premio Strega, lei concorrerà con il Romanzo dedicato a lei allo stesso Premio: qual è il suo pensiero e quali sono le sue sensazioni?

«Sono molto emozionata, e allo stesso tempo grata a chi ha deciso di sostenermi in questo percorso così bello: la casa editrice, i miei agenti, il mio ufficio stampa, tutte quelle persone che hanno accompagnato la nascita di questo libro e se ne stanno prendendo ancora cura. Naturalmente il pensiero corre anche ad Elsa Morante, prima donna a vincere questo importante riconoscimento italiano con L’isola di Arturo, mio romanzo del cuore».

Da Calabrese, di origini crotonesi (Mesoraca) cosa si prova a rappresentare nel campo della letteratura il proprio territorio a livello nazionale e internazionale?

«Come si dice, è un onere e un onore, è qualcosa di bellissimo e insieme una grande responsabilità. Fare scrittura, fare letteratura è un processo estremamente complesso e delicato, lo è sempre stato, tanto più lo è se le mie radici sono calabresi: radici ovviamente intricate, non c’è bisogno che ne spieghi il motivo, abituate a crescere in contesti impervi ma testardi, duri e allo stesso tempo resistenti: si tratta di un’eredità che nel mio lavoro ricopre un certo penso; cerco, cercherò quindi di tradurla e interpretarla sempre al meglio».

E’ arrivato nelle scorse ore il sostegno del Comune di Mesoraca alla sua partecipazione al Premio Strega, un motivo di orgoglio, cosa vuole dire ai suoi concittadini?

«Vorrei dire ai miei concittadini che li ringrazio, per il loro affetto e il loro sostegno. Le loro parole mi hanno commossa. Grazie, grazie, grazie».

C’è qualche opera in cantiere, qualche sogno nel cassetto?

«Scrivere e leggere sempre. Sempre».

L.V.