Il sud non è un posto per bambini

Il sud non è un posto per bambini

Ad oggi la speranza di vita in buona salute è in media di 61 anni, ma i bambini nati in provincia di Bolzano vedranno questa soglia alzarsi a 66,6 anni, mentre per quelli nati in Calabria, questo traguardo si ferma a 55 anni.

È un dato sconcertante quello che emerge dalla nuova edizione dell’Atlante dell’infanzia pubblicato da Save the Children.

Un report che ancora una volta fotografa l’Italia delle disuguaglianze, l’Italia vecchia incapace di tutelare i diritti dei suoi giovani cittadini.

L’Atlante analizza i molteplici aspetti legati alla salute dell’infanzia nel nostro Paese.

La salute è influenzata dalle condizioni socioeconomiche della popolazione:
i fattori che ne determinano lo stato non sono solo fattori medici, ma sono
fortemente legati alle condizioni nelle quali le persone sono nate, vivono,
lavorano, crescono e invecchiano.

Dai dati emerge che l’81,9% dei bambini vive in zone inquinate dalle polveri sottili, che più di un bambino su tre nella fascia 3­10 anni è in sovrappeso o obeso e uno su quattro non pratica sport, che la povertà alimentare
colpisce un bambino su venti ma la mensa scolastica non è ancora un servizio
essenziale gratuito per tutti i bambini tra 3 e 10 anni.

Mancano i pediatri alcune malattie, anche gravissime, che potrebbero essere diagnosticate precocemente, sono ancora escluse dallo screening neonatale, mentre i ricoveri per patologia neuropsichiatrica infantile sono cresciuti del 39,5% tra il 2019 e il 2021.

La rete sanitaria territoriale è insufficiente: mancano all’appello almeno 1.400 pediatri, è crollato il numero dei consultori familiari, scarseggiano centri diurni e servizi residenziali per gli adolescenti con disagio mentale.

E solo il 12% della spesa pubblica per la salute è impegnato nella prevenzione e nella medicina di base, che hanno un impatto fondamentale sul benessere dei bambini nel medio e lungo periodo.

Un bambino che vive nel Mezzogiorno si ammala, il rischio di dover migrare in altre regioni per curarsi è più elevato del 70% rispetto a quello di un bambino che vive nel Centro o nel Nord Italia. E questi sono solo alcuni dei temi approfonditi nell’indagine.