In attesa della riapertura della TIN, al San Giovanni di Dio si celebra la Giornata del prematuro

In attesa della riapertura della TIN, al San Giovanni di Dio si celebra la Giornata del prematuro

Il reparto si è colorato di viola, colore simbolo della ricorrenza

In Italia nascono ogni anno oltre 30.000 prematuri, bambini che vengono al mondo prima della 37esima settimana di età gestazionale. Oggi si celebra la giornata a loro dedicata, la giornata di quel bambino piccolo e fragile che comincia la sua vita in salita perchè ha bisogno di maggiori cure, sostegno e attenzione. Per l’occasione anche la storica Neonatologia di Crotone, come quelle di tutto il mondo, nella speranza di una prossima riapertura della sua Terapia Intensiva, si è colorata di viola.

Come già scritto in Italia sono tante le donne che mettono al mondo i propri figli “in anticipo”, un dato che non sembra essersi modificato significativamente ad eccezione delle gravide che hanno contratto il Sars-Cov2, in cui la prematurità ha avuto una impennata. Rimane dunque fondamentale continuare a mantenere attivi tutti quei reparti necessari alla “cura” di questi piccoli guerrieri.

Tra questi sicuramente il Reparto di Neonatologia di Crotone, diretto dal dott. Antonio Belcastro che, in questo momento difficile della sua storia con la TIN momentaneamente sospesa e l’arrivo di due unità dirigenziali a dare preziosa linfa vitale al reparto, rende onore al neonato prematuro nella peculiarità di un’offerta assistenziale di grande livello che prevede prematuro nella peculiarità di un’offerta assistenziale di grande livello.

A ciò si aggiunge la costante dimensione assistenziale dell’umanizzazione delle cure con il sostegno ai genitori dei piccoli nati prima dell’alba fisiologica della loro vita. Ciò si traduce nella garanzia di cure specialistiche ai piccoli e alle loro mamme in un percorso assistenziale virtuoso che inizia in Neonatologia e continua anche dopo la dimissione. «La scienza e le sue evidenze- afferma il Dottor Belcastro- documentano che non ci sono benefici maggiori di quelli derivanti dalla Kangoroo Mother Care, la Canguro Terapia, e dall’allattamento materno sullo sviluppo e l’attaccamento tra i genitori e i bambini prematuri.

Questo perchè la separazione precoce, non solo in epoca di Covid-19, porta stress al bambino nonché effetti negativi nel breve e nel lungo termine anche nella mamma. Pertanto sostenere la vicinanza dei genitori al neonato – continua – quando possibile, significa riconoscere il ruolo non di visitatori ma anche di “capacità curante” sull’esito della salute neuro-comportamentale a distanza e lo stabilirsi di un legame relazionale precoce favorisce l’accettazione delle difficoltà presenti nel figlio ricoverato e contribuisce a creare le basi per accrescere la fiducia nelle capacità genitoriali». Quindi Zero separation: genitori e neonato come un binomio indissolubile.