Invecchiare in Calabria, lo studio di Sadel e Unical

Invecchiare in Calabria, lo studio di Sadel e Unical

Aumento dell’utilizzo delle Residenze sanitarie assistite da parte della popolazione anziana non disabile, minore performance fisica ed un’accentuata prevalenza della depressione nelle donne. Sono soltanto alcuni dei risultati compendiati in un volume che racconta i primi due anni di collaborazione tra il gruppo Sadel di Cotronei e il Laboratorio di Genetica dell’invecchiamento e della Longevità dell’Università della Calabria.

Il testo, “Soluzioni innovative per l’innalzamento della salute e della sicurezza della popolazione”, a cura di Giuseppe Passarino, direttore del Laboratorio di Genetica dell’invecchiamento e della longevità, e Salvatore Claudio Cosimo, responsabile del progetto per il gruppo Sadel, pubblicato da Rubbettino, è stato presentato all’hotel Lido degli scogli dagli autori che, moderati da Paolina Crocco, ricercatrice di Genetica, ne hanno discusso con Vincenzo Voce, sindaco di Crotone, Franco Rossi, responsabile del progetto “Verso la costruzione di un centro di eccellenza per l’ambiente e la salute, Marcello Maggiolini, professore ordinario di Patologia generale e presidente del Corso di laurea di Medicina e Tecnologie digitali di Unical, Alberto Montesanto, ricercatore di Genetica umana dell’Unical.

L’invecchiamento della popolazione rappresenta uno degli eventi demografici più rilevanti che le società del XXI secolo si trovano a fronteggiare. Parallelamente all’aumentata aspettativa di vita, si è verificata l’affermarsi di patologie cronico-degenerative e mentali con un impatto sostanziale sulla qualità della vita. Questo, insieme alla riduzione delle potenzialità di assistenza erogate all’interno dei nuclei familiari, ha determinato un aumento della domanda di servizi socio-sanitari assistenziali.

Gli studi, svolti negli anni 2018 e 2019, su pazienti ospiti delle Rsa del gruppo Sadel nelle province di Cosenza e Crotone hanno permesso di pubblicare 14 articoli sulle più importanti riviste scientifiche internazionali oltre ad un articolo in italiano pubblicato nell’ambito dei lavori della Società italiana di geriatria e gerontologia. I risultati ottenuti mostrano come la genetica e l’epigenetica permettano di modulare la longevità e la qualità di vita dell’anziano. Nei successivi due anni, 2020 e 2021, caratterizzati dalla pandemia da Covid 19, il lavoro è proseguito e, in particolare, è stata effettuata una sorveglianza degli effetti della vaccinazione.