“Inverno demografico”, calo di nascite anche a Crotone

“Inverno demografico”, calo di nascite anche a Crotone

Il direttore del reparto di Neonatologia commenta i dati sulla natalità e mette in guardia: «Proteggiamo i neonati dal virus respiratorio sinciziale»

Papa Francesco lo ha ribattezzato «l’inverno demografico» e la fotografia della natalità in Italia preoccupa davvero. Nel bollettino dell’Istat “Natalità e fecondità della popolazione residente 2020″ pubblicato nelle scorse settimane il dato che emerge è preoccupante: nel 2020 i nati sono 404.892 (-15 mila sul 2019). Il calo (-2,5% nei primi 10 mesi dell’anno) si è accentuato a novembre (-8,3% rispetto allo stesso mese del 2019) e dicembre (-10,7%), mesi in cui si cominciano a contare le nascite concepite all’inizio dell’ondata epidemica”.

Nei primi 9 mesi del 2021 le nascite in Italia sono 12.500 in meno rispetto allo stesso periodo del 2020, un calo quasi doppio rispetto a quanto osservato tra gennaio e settembre dell’anno precedente. “Il forte calo dei nati a gennaio 2021, tra i più ampi mai registrati, dopo quello già marcato degli ultimi due mesi del 2020 – si legge nel rapporto Istat – lascia pochi dubbi sul ruolo svolto dall’epidemia”.

Un effetto che ha interessato anche il punto nascita di Crotone che ha registrato nel 2021 1127 nuovi natia, 140 in meno rispetto allo stesso anno.

«Facendo mie le parole di Papa Francesco – ha commentato il dottor Antonio Belcastro, direttore del Reparto di Neonatologia di Crotone – posso affermare con amara certezza che questo inverno demografico incombe su tutta la Calabria e anche nel nostro territorio. Il dato del San Giovanni di Dio è da attribuire ovviamente a una questione sociale legata alla pandemia ma anche alla situazione della TIN. Alcune mamme hanno deciso o sono state costrette a scegliere un altro punto nascita per dare alla luce i propri figli prematuri». Una sorta di emigrazione sanitaria che da tempo riguarda anche il parto.

Nel reparto del nosocomio crotonese la Terapia Intensiva Neonatale è al momento sospesa. I sei medici attualmente in servizio non sono sufficienti a garantirne la riattivazione anche perché negli ultimi mesi si sono aggiunte nuove emergenze come la circolazione del virus respiratorio sinciziale che colpisce i neonati e che spesso necessita del ricovero per la cura.

«Un virus – sottolinea Belcastro – che fortunatamente non colpisce i bambini prematuri per i quali è invece prevista una profilassi con anticorpi monoclonali». Una prassi costosa ma che va ad abbattere quelli che sono i costi sociali di un ricovero con conseguenze anche sulla vita familiare.

Proprio alle famiglie per proteggere i più piccoli Belcastro ricorda di preservare i neonati da situazioni di rischio: «Evitate contatti stretti con altri bambini, evitate luoghi affollati, seguite sempre le norme di igiene come lavare spesso le mani e non fumate in casa».

 

V. R.