Isola di Capo Rizzuto, la passione di Aurelio “Relios” Petrocca prende vita nella sue opere

Isola di Capo Rizzuto, la passione di Aurelio “Relios” Petrocca prende vita nella sue opere


L’arte che prende forma attraverso materiali semplici e mediante la forza delle idee. Pochi strumenti adoperati con passione dall’artista isolitano Aurelio “Relios” Petrocca che all’interno delle sue opere prova ad immortalare paesaggi del territorio attraverso immagini che custodiscono al loro interno un valore e un significato a lui caro. Nelle sue opere a spiccare è l’utilizzo di una tecnica fatta propria, quella della sabbiatura con la sabbia del mare Ionio.

«La mia – spiega l’artista – è una passione che mi porto dietro sin da piccolo, il mio rimpianto è quello di non essere riuscito a frequentare l’accademia delle belle arti. Con il passare degli anni sono riuscito però a tirare fuori qualsiasi cosa mi passasse per la testa cercando di “inventarmi” delle tecniche personali in modo da sopperire alle mie lacune. I miei lavori sono frutto di esperimenti e di affinamento di tecniche portate avanti da autodidatta».

Una passione portata avanti nel corso degli anni anche nel periodo di lavoro presso il CARA di S.Anna dove l’arte è entrata a fare parte della vita quotidiana. «In quel periodo presso la struttura ero entrato per svolgere compiti di animazione, poco dopo ho scoperto che tra gli ospiti c’era qualcuno che aveva i miei stessi interessi. Di punto in bianco un giorno portai con me un album con una matita per tenere occupato i momenti “vuoti” della giornata e con mia sorpresa ho visto che più di qualcuno dei presenti era interessato a dare sfogo al lato artistico. E’ nata così all’interno del CARA una scuola di pittura che nel corso degli anni ha portato all’allestimento di mostre».

Con la conclusione del rapporto lavorativo di S.Anna Aurelio Petrocca ha deciso di percorrere la strada artistica. «In questa fase della mia vita ho cercato sempre di tenermi impegnato assieme ai ragazzi cercando di trasferire la mia passione dando vita al gruppo RugArt iniziando un percorso per dare vita ad abbellimenti artistici, rivalutando alcuni luoghi di Isola di Capo Rizzuto, ora con l’arrivo della pandemia da Coronavirus ci siamo dovuti fermare».

La creatività passa anche dal recupero di materiali in modo da concedere una “seconda vita”. «Cerco sempre di recuperare oggetti in disuso, un giorno ho deciso di adoperare alcune tele presenti in casa dando vita a nuove opere sfruttando la sabbia del mare Ionio. Dopo la deposizione della sabbia si veniva a creare uno strato, un fondo, sul quale potere dipingere e che dava al lavoro finale l’effetto tipico di un murales. Ho cercato così di portare avanti questa tecnica che mi piace e che coltivo con passione».

Tra i sogni dell’artista isolitano anche quello di potere dare vita nel prossimo futuro ad esposizioni delle sue opere. «La volontà esiste, al momento sto riscoprendo me stesso cercando di impegnare il tempo libero. La volontà di dare vita ad una mostra e il desiderio di mostrare le mie creazioni al pubblico esiste, vedremo laddove ci dovesse essere possibilità se questo potrà realizzarsi».