Judo e Brugellis: una storia infinita

Judo e Brugellis: una storia infinita

Quando abbiamo incontrato il professor Aldo Brugelliss, ex Fiamme Gialle, insegnava ai bambini ciò che trasmette da cinquant’anni: l’amore verso il Judo, la disciplina, la lealtà, il coraggio, l’amicizia. I suoi occhi sono chiari, sinceri, e i capelli bianchi narrano una storia che, nel 2023, compirà

Via”: è l’inizio di ogni suo allenamento, con i bambini cinti di kimono bianco e tesi ad ascoltare il Maestro di Judo che consegna questa sua attività agli eredi. Nulla è stato vano, ma tutto si trasforma, e ciò che si è seminato si comincia a raccogliere. Sono tanti coloro che sono nati sotto l’egida di Aldo Brugellis,  e a cui affidare cinquant’anni di esperienza e di vita spesa per gli altri.

Io da piccola nemmeno volevo fare il Judo, non ci volevo andare – ci ha detto la sua allieva, campionessa di Judo e ora titolare della palestra Judo Calabro Loprete, Teresa Loprete –  ma i genitori guardano i figli con altri occhi, e avevano capito che lo sport conserva i valori. Oggi mi ritrovo a fare quello che era il motivo di litigi con mia madre. E devo dire grazie a lei e sopratutto grazie al professore Brugellis, e se oggi a Isola di Capo Rizzuto esiste questa realtà di aggregazione è merito suo”. Un punto di riferimento, dunque, che porta avanti il nome di Brugellis: “Un atleta è grande se ha un grande maestro, e un maestro è grande se ha un grande atleta”.

C’è la speranza che il Judo rinasca dopo il periodo pandemico: “La storia che ha fatto il Judo a Crotone, a parte il Calcio, non lo ha fatto nessuno – ci ha detto il Maestro  – a noi ci ha bloccato il Covid poichè la disciplina che insegno è uno sport di contatto“. Ora, nel 2022, il professore Brugellis ringrazia il dirigente scolastico dell’Istituto don Milani per l’accoglienza nella palestra della scuola. “Il Judo è la disciplina che ha il più grande numero di campioni a livello nazionale, è un peccato farlo morire e non continuare nelle tradizioni“.

L’appello è rivolto ai suoi successori: “Confido in questi ragazzi, Teresa Loprete e Danilo Ieraci che rappresentano il futuro per il rilancio delle attività. Infine ringrazio tanta gente crotonese che ha avuto fiducia e stima, perchè a Crotone si sono svolti ben sei eventi nazionali. C’è un pensierino per il 2023 ma è meglio che non ne parliamo per la scaramanzia”, ha concluso.

Nel cinquantennale verrà ricordato tutto il passato della Judo Calabro Brugellis: “E’ un vulcano nonostante l’età – ha concluso Danilo Ieraci – tutti sanno che Crotone ha espresso grandi campioni portando lustro alla città. Sono onorato di far parte di questa società”. Per i ragazzi è una liberazione tornare a muoversi dopo l’evento pandemico, e Ieraci che è stato allenato da Aldo Brugellis ricorda questo episodio: “Nel 1987 mi ha fatto allenare per tutta l’estate, a settembre facemmo i campionati nazionali esordienti e io potei alzare le braccia sul primo gradino a livello nazionale conquistando la mia prima medaglia ai giochi della gioventù. E a questo ha seguito una carriera agonistica. Non lasciamo i ragazzi a casa, facciamoli iscrivere a qualsiasi attività sportiva perchè lo sport è vita e restitutisce beneficio psicofisico”, ha concluso.