Konecta, il Consiglio comunale di Crotone convoca una seduta straordinaria

Il 22 ottobre il confronto in aula sulla vertenza occupazionale e sulle prospettive del progetto di digitalizzazione delle cartelle sanitarie. Dopo l’assemblea del 16 ottobre, annunciata anche una manifestazione alla Cittadella regionale per chiedere ris

A cura di Redazione
19 ottobre 2026 18:15
Konecta, il Consiglio comunale di Crotone convoca una seduta straordinaria  - Foto: Redazione
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La vertenza Konecta approda in Consiglio comunale a Crotone. Il presidente del Consiglio comunale, Antonio Megna, ha convocato una seduta straordinaria, in presenza e aperta al pubblico, per giovedì 22 ottobre 2026, alle ore 15.30, nella sala consiliare “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino” del Palazzo comunale. In seconda convocazione, la seduta si terrà sabato 24 ottobre, sempre alle ore 15.30.

All’ordine del giorno figura un unico punto: «Vertenze Chiama Roma e Konecta, situazione occupazionale e prospettive per i lavoratori coinvolti». La convocazione apre così un nuovo passaggio istituzionale su una crisi che coinvolge centinaia di lavoratori e famiglie del crotonese e che, con l’avvicinarsi della scadenza degli ammortizzatori sociali, richiede risposte sul futuro occupazionale.

La seduta sarà pubblica e consentirà anche gli interventi dei cittadini che ne faranno richiesta secondo le modalità previste dal regolamento comunale. Le domande dovranno essere presentate al protocollo del Comune di Crotone, allegando una copia del documento di riconoscimento, oppure inviate tramite Pec all’indirizzo [email protected].

La crisi Konecta e il futuro del progetto di digitalizzazione

Al centro della vertenza c’è il progetto di dematerializzazione delle cartelle cliniche della Regione Calabria, avviato attraverso Konecta R nell’ambito del percorso seguito alla crisi di Abramo Customer Care. L’iniziativa era stata presentata come un’opportunità per salvaguardare l’occupazione e creare nuove prospettive professionali, valorizzando le competenze dei lavoratori provenienti dalla precedente esperienza aziendale.

Il progetto, sostenuto da risorse pubbliche e accompagnato da impegni occupazionali, avrebbe dovuto garantire continuità lavorativa e consolidare una nuova attività nel settore della digitalizzazione documentale. Nel corso del 2026, tuttavia, sono emerse criticità che hanno riacceso le preoccupazioni dei dipendenti.

Secondo i dati riportati dalle organizzazioni sindacali, 74 lavoratori precari sono rimasti senza contratto, mentre fino a 654 dipendenti delle sedi calabresi sono interessati dalla cassa integrazione straordinaria, prevista fino al 31 dicembre 2026. La scadenza di fine anno rappresenta quindi un passaggio decisivo: senza un piano industriale credibile e prospettive produttive concrete, il futuro di centinaia di famiglie resta incerto.

L’assemblea del 16 ottobre e la richiesta di risposte

La convocazione del Consiglio comunale arriva dopo l’assemblea dei lavoratori Konecta svoltasi il 16 ottobre nell’aula consiliare del Comune di Crotone. All’incontro hanno partecipato il sindaco Vincenzo Voce, il vicesindaco Sandro Cretella, il presidente del Consiglio comunale Antonio Megna, rappresentanti dell’amministrazione e consiglieri comunali.

L’iniziativa, promossa dai lavoratori insieme alla Confial, è stata l’occasione per riportare al centro le criticità del progetto, la gestione delle risorse pubbliche e la mancanza di certezze sul percorso di rilancio. All’invito rivolto alle diverse sigle sindacali, secondo quanto riferito dalla cronaca dell’incontro, non hanno risposto i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil.

Il segretario regionale della Confial, Fabio Tomaino, ha chiesto chiarezza sul piano di risanamento aziendale richiamato negli accordi ministeriali e sulle misure che dovrebbero consentire la ripresa delle attività. La richiesta del sindacato è che gli atti e gli impegni assunti vengano resi conoscibili e verificabili, affinché i lavoratori possano comprendere quali siano le reali prospettive occupazionali.

Anche i dipendenti hanno espresso la necessità di conoscere il contenuto del piano di rilancio e di ottenere risposte sulla continuità lavorativa, denunciando il peso dell’incertezza sulle famiglie.

Il sindaco Vincenzo Voce ha ribadito la necessità di sapere se vi siano risorse e condizioni concrete per proseguire il progetto, richiamando la responsabilità della Regione Calabria nella gestione di una vicenda che riguarda un numero elevato di lavoratori.

La manifestazione alla Cittadella regionale

Al termine dell’assemblea del 16 ottobre è stata annunciata anche una manifestazione alla Cittadella regionale di Catanzaro, con l’obiettivo di sollecitare un intervento diretto della Giunta regionale e del presidente Roberto Occhiuto.

La mobilitazione punta a ottenere risposte sul futuro del progetto di digitalizzazione sanitaria e sulle possibilità di salvaguardare l’intero bacino occupazionale, compresi i lavoratori che hanno già perso il contratto.

Il tema è stato rilanciato anche da esponenti politici regionali e locali, che hanno chiesto un confronto istituzionale urgente e soluzioni strutturali. La richiesta comune è che la vertenza non venga affrontata soltanto attraverso proroghe degli ammortizzatori sociali, ma con un piano industriale in grado di garantire attività produttive e occupazione nel lungo periodo.

Il nodo degli ammortizzatori sociali e delle risorse pubbliche

Un passaggio centrale è rappresentato dall’accordo sottoscritto il 9 aprile 2026 al Ministero del Lavoro, che ha previsto la cassa integrazione straordinaria per un massimo di 654 lavoratori fino al 31 dicembre. L’intervento, secondo quanto riportato dalla Confial, comporta un finanziamento pubblico di circa 4,3 milioni di euro.

Per il sindacato, gli ammortizzatori sociali avrebbero dovuto accompagnare un percorso di risanamento e rilancio, non sostituirsi a una soluzione industriale. Da qui la richiesta di conoscere il piano richiamato negli accordi e di verificare quali risultati siano stati raggiunti.

La vicenda riguarda anche l’impiego delle risorse pubbliche destinate al progetto, indicato nelle ricostruzioni della vertenza come sostenuto da un investimento regionale di circa 30 milioni di euro. Si tratta di fondi legati a un’iniziativa che avrebbe dovuto rappresentare una risposta alla crisi occupazionale del territorio e che oggi è chiamata a dimostrare la propria sostenibilità.

Il Consiglio comunale come nuovo passaggio della vertenza

La seduta straordinaria del 22 ottobre rappresenterà un’occasione per discutere pubblicamente le prospettive occupazionali di Konecta e della commessa Chiama Roma, due vicende distinte ma accomunate dalle preoccupazioni per la continuità del lavoro nel territorio crotonese.

Per i dipendenti Konecta, il tempo a disposizione si restringe in vista della fine dell’anno. Le richieste riguardano la trasparenza sugli accordi, la verifica delle risorse impiegate, il rilancio delle attività e la tutela di tutti i lavoratori coinvolti.

L’obiettivo del confronto istituzionale è trasformare le preoccupazioni espresse nelle assemblee e nelle mobilitazioni in impegni concreti. La questione centrale resta una: quale futuro attende i lavoratori Konecta dopo il 31 dicembre 2026?

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