Konecta, interrogazione M5S al Governo: a rischio quasi 900 lavoratori

Le deputate Vittoria Baldino e Anna Laura Orrico chiedono un tavolo urgente al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per tutelare i lavoratori ex Abramo Customer Care

A cura di Redazione
04 marzo 2026 17:37
Konecta, interrogazione M5S al Governo: a rischio quasi 900 lavoratori - Foto: Redazione
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Torna al centro del dibattito politico la vicenda dei lavoratori ex Abramo Customer Care. Le deputate del Movimento 5 Stelle, Vittoria Baldino e Anna Laura Orrico, hanno presentato un’interrogazione parlamentare al Ministero del Lavoro e al Ministero delle Imprese e del Made in Italy dopo le notizie sulla possibile richiesta di cassa integrazione da parte di Konecta, che potrebbe coinvolgere centinaia di lavoratori in Calabria.

Secondo quanto riferito dalle parlamentari, la situazione riguarda gli addetti impiegati nel progetto di digitalizzazione delle cartelle cliniche per conto della Regione Calabria, commessa che sarebbe ormai in esaurimento.

A poco più di un anno dall’accordo firmato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per garantire la salvaguardia occupazionale dei lavoratori ex Abramo Customer Care, oggi ci ritroviamo di fronte a uno scenario inaccettabile: esaurite le commesse legate al progetto di digitalizzazione delle cartelle cliniche per conto della Regione Calabria, l’azienda Konecta avrebbe avviato le procedure per la richiesta di cassa integrazione, mettendo a rischio centinaia di famiglie calabresi. Per questo abbiamo depositato nella giornata di oggi un’interrogazione al ministro del Lavoro e al ministro delle Imprese e del Made in Italy.

L’accordo del 19 dicembre 2024 – ricordano le deputate – prevedeva non solo il riassorbimento dei lavoratori ex Abramo, ma anche il mantenimento delle condizioni economiche e normative e una prospettiva industriale stabile. Oggi, invece, 656 lavoratori degli 894 che rientrano nel perimetro Konecta R vivono una fase di profonda incertezza fino al 31 dicembre. Non possiamo accettare che un progetto presentato come strutturale si esaurisca dopo poco più di un anno.

Se così fosse – proseguono – saremmo davanti a una grave presa in giro ad opera della Regione Calabria che coinvolge 650 famiglie calabresi inserite in territori già fragili come Crotone, Rende e Settingiano. Non si può giocare con la vita delle persone né utilizzare gli ammortizzatori sociali come soluzione ordinaria. Con l’interrogazione chiediamo ai ministri se ritengano rispettato l’accordo sottoscritto al MIMIT e quali iniziative intendano assumere per garantire la piena tutela dei livelli occupazionali. Tra le richieste anche la convocazione urgente di un tavolo ministeriale con azienda, Regione Calabria e organizzazioni sindacali firmatarie dell’accordo.

Serve chiarezza sulla sostenibilità industriale del progetto e una prospettiva occupazionale stabile e duratura. Gli accordi istituzionali non possono diventare carta straccia né strumento per calpestare la dignità di chi è in cerca di lavoro, concludono Vittoria Baldino e Anna Laura Orrico.

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