# Konecta R, interrogazione in Regione sul futuro dei lavoratori e sul piano di rilancio
Dopo il confronto con la consigliera Filomena Greco, la CONF.I.A.L. porta la vertenza in Consiglio regionale: al centro risorse pubbliche, digitalizzazione e prospettive occupazionali
La vertenza Konecta R, ex Abramo Customer Care, arriva nuovamente all’attenzione della Regione Calabria. Dopo un incontro con la consigliera regionale Filomena Greco, la CONF.I.A.L. ha ottenuto la presentazione di un’interrogazione alla Giunta regionale per fare chiarezza sul futuro dell’azienda, sull’utilizzo dei finanziamenti pubblici e sulle prospettive occupazionali dei lavoratori delle sedi calabresi.
L’atto, identificato con il numero 216 del 22 ottobre 2026, è rivolto al presidente della Giunta regionale e all’assessore competente. L’obiettivo è verificare a che punto sia il piano di risanamento aziendale richiamato nell’accordo sottoscritto il 9 aprile scorso al Ministero del Lavoro e quali iniziative siano state effettivamente avviate per garantire continuità occupazionale.
La questione riguarda centinaia di lavoratori coinvolti nella vertenza nata dalla crisi di Abramo Customer Care. Nel dicembre 2024 Konecta R aveva assunto 894 persone nelle sedi di Crotone, Rende e Settingiano, con il compito di digitalizzare le cartelle sanitarie regionali. Il progetto prevedeva un investimento di 15 milioni di euro, una durata di 24 mesi e la lavorazione di circa 30 chilometri lineari di documentazione.
Ma il percorso ha incontrato diverse difficoltà. Già nel luglio 2025 la CONF.I.A.L. di Crotone aveva segnalato ritardi nella consegna delle attrezzature e interruzioni dell’attività per mancanza di lavorazioni. Successivamente, nel verbale ministeriale del 9 aprile 2026, è stato certificato il completamento delle attività di digitalizzazione, senza tuttavia certezze sull’arrivo di nuove commesse.
L’accordo ha previsto il ricorso alla cassa integrazione straordinaria fino al 31 dicembre 2026, per un massimo di 654 lavoratori su 839. Nello stesso documento veniva richiamato un piano di risanamento che avrebbe dovuto aprire nuove possibilità attraverso la digitalizzazione di ulteriori archivi regionali e l’attivazione di servizi di assistenza ai cittadini, compreso un numero verde unico.
Tra i punti sollevati dall’interrogazione c’è proprio la mancata chiarezza sulla realizzazione di queste prospettive. La consigliera chiede di conoscere quanti chilometri di cartelle siano stati realmente digitalizzati, perché le attività siano terminate prima dei 24 mesi inizialmente previsti e quali nuovi servizi siano stati programmati, indicando anche il numero di lavoratori che potrebbero essere impiegati.
Un altro capitolo riguarda le risorse economiche. Nel giugno 2026 la Regione aveva comunicato pagamenti a Konecta R per 3,5 milioni di euro come anticipo sui costi del personale e 2.993.070,24 euro per la formazione. Ulteriori 3,5 milioni risultavano ancora soggetti a verifiche o al raggiungimento di specifiche scadenze. L’interrogazione domanda quindi quali somme siano state effettivamente erogate nel frattempo, quali siano ancora da liquidare e quali controlli siano stati effettuati sul rispetto degli impegni aziendali.
Preoccupazione anche per il destino dei lavoratori. Nel maggio scorso sono terminati i contratti a tempo determinato di 74 dipendenti, mentre per le persone interessate dalla cassa integrazione si avvicina la scadenza del 31 dicembre. La Regione è chiamata a chiarire quali possibilità concrete di rientro al lavoro esistano e quali interventi intenda mettere in campo per evitare ulteriori perdite occupazionali.
«Servono risposte sul piano di risanamento, sulle risorse pubbliche impiegate e, soprattutto, sul futuro dei lavoratori. Non possiamo continuare a gestire un’emergenza senza conoscerne le reali prospettive», afferma Fabio Tomaino, segretario provinciale CONF.I.A.L. Crotone.
Il sindacalista sottolinea che gli ammortizzatori sociali non possono rappresentare una soluzione definitiva e chiede elementi verificabili su attività, finanziamenti, responsabilità e tempi. La CONF.I.A.L. ha inoltre espresso apprezzamento per la disponibilità della consigliera Filomena Greco, che ha tradotto il confronto sindacale in un’iniziativa istituzionale.
La vertenza resta dunque aperta. Per i lavoratori di Crotone, Rende e Settingiano, la questione centrale è capire quali attività potranno essere avviate nei prossimi mesi e se gli impegni assunti si tradurranno in nuove opportunità occupazionali. La richiesta del sindacato è chiara: trasformare le risorse pubbliche e gli accordi sottoscritti in lavoro concreto e prospettive certe.
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