La Calabria omaggia il suo artista “Gregorio Preti, pittore di buon nome. Storia di una riscoperta”

La Calabria omaggia il suo artista “Gregorio Preti, pittore di buon nome. Storia di una riscoperta”

Messo immeritatamente in ombra, per secoli, dalla fama del più giovane fratello, Gregorio Preti (1603-1672), sta vivendo da qualche anno una stagione di vera e propria riscoperta. In questo filone, avviato negli anni scorsi soprattutto grazie in gran parte all’opera di John T. Spike, critico e storico dell’arte tra i maggiori conoscitori dell’arte pretiana e presidente dell’Archivio Pretiano Internazionale che ha sede a Taverna, cittadina della Presila Catanzarese che diede i natali ai due artisti, si inserisce la mostra “Gregorio Preti, pittore di buon nome. Storia di una riscoperta”, curata dallo stesso Spike e da Giuseppe Valentino, direttore del Museo civico di Taverna che è stata inagurata da poco.

Fratello maggiore e primo maestro nell’arte pittorica del Cavaliere calabrese, Gregorio è stato per almeno un quarantennio accademico di San Luca e appartenente alla Congregazione dei virtuosi del Pantheon.
Malgrado la riconosciuta validità artistica, solo da qualche tempo il più anziano dei fratelli Preti – compartecipi in molte opere pittoriche che impreziosiscono chiese e musei in Italia e nel mondo – ha potuto riacquistare una certa visibilità sebbene sempre in qualche modo condizionata dal genio di Mattia che egli accolse poco più che adolescente, dopo un avventuroso viaggio dalla Calabria a Roma, e avviò all’arte pittorica nella sua bottega della città eterna.

Gregorio Preti, che giunse a Roma nel 1624, fu poi allievo dello Spagnoletto e del Domenichino prima di partire per Napoli nel 1630. Nella città dei Papi ebbe probabilmente la protezione degli Aldobrandini, signori di Rossano, e ciò favorì le sue relazioni con importanti collezionisti. Tra il 1632 e il 1636 visse con il fratello a testimonianza dello stretto legame che li univa. Fu proprio Gregorio, come ha documentato lo storico e critico d’arte Carlo Carlino in un libro, edito da Iiriti, che chiarisce molte vicende ancora non perfettamente studiate, a facilitare al fratello arrivato a Roma poco più che adolescente, i rapporti che questi poi intrattenne con i Rospigliosi, i Borghese, i Pamphilij.

La collaborazione fra i due fratelli si interruppe nel 1642 quando Mattia viene nominato cavaliere dell’Ordine di Malta e iniziò un percorso indipendente. La coppia si ritrovò tuttavia nel 1652 per dipingere a quattro mani la controfacciata di San Carlo ai Catinari. L’anno seguente Mattia lasciò Roma per proseguire a Napoli e a Malta la sua carriera.

    La mostra dedicata a Gregorio Preti, ospitata all’interno delle sale del Museo civico di Taverna, rimarrà a disposizione dei visitatori fino al 20 febbraio 2023. (ANSA).