“La distribuzione della pillola anti-Covid penalizza la Calabria”

“La distribuzione della pillola anti-Covid penalizza la Calabria”

«La ripartizione della pillola Merck, destinata agli adulti affetti da Covid, è stata effettuata sulla base di criteri non oggettivi che penalizzano le regioni del Sud, tra cui, in particolare, la Calabria».

È quanto afferma la deputata del Movimento 5 Stelle Federica Dieni, che sulla questione ha presentato una specifica interrogazione a risposta scritta alla Presidenza del Consiglio dei ministri e al ministero della Salute. L’atto è stato co-firmato dai parlamentari Valentina Palmisano, Doriana Sarli e Paolo Parentela.

«L’utilizzo di questo medicinale – si spiega nell’interrogazione – è previsto entro i 5 giorni dall’insorgenza dei sintomi ed è rivolto a trattare adulti con Covid che non richiedono ossigeno supplementare e che sono a maggiore rischio di sviluppare malattia grave».

Il ministero della Salute ha delegato il commissario straordinario per l’emergenza Covid, che ha avviato la distribuzione delle 11.899 confezioni da 40 compresse.

«La ripartizione – afferma Dieni – è stata tuttavia effettuata senza tener alcun conto di criteri oggettivi, come quello della popolazione residente, ma su base geografica, con una riduzione della distribuzione direttamente proporzionata a quella della latitudine. Si prenda come esempio la Calabria e la Liguria: la prima conta un milione e 970mila abitanti, la seconda un milione e 571mila; dunque la Calabria ha 400mila abitanti in più della Liguria. Eppure alla prima sono stati distribuiti 120 lotti di pillole Merck, alla seconda 1.080, nove volte in più».

«Significa – aggiunge la deputata 5 stelle – che ai liguri spetterebbe una pillola ogni 36 abitanti, mentre ai calabresi una ogni 410 abitanti. Inoltre, la durata del trattamento, che consiste nell’assunzione di quattro compresse da 200 milligrammi due volte al giorno per cinque giorni, comporterebbe l’esaurimento dei 120 lotti previsti per la Calabria in meno di un mese».

Dieni e gli altri firmatari chiedono dunque al Governo «quale criterio sia stato utilizzato per la distribuzione della pillola anti-Covid-19, anche in relazione a quelli usati successivamente per la ripartizione della compressa realizzata da Pfizer.

«L’attuale sistema – conclude Dieni – penalizza in special modo territori come quello calabrese, per cui invito anche il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ad attivarsi per sollecitare una modifica che tenga conto di criteri oggettivi come quello della popolazione residente».