La Festa della donna tra storia, dibattiti riflessioni e conquiste

0
CrotoneOk – Banner News

Giovani e meno Giovani, mamme, nonne, zie, casalinghe o lavoratrici. Semplicemente donne che vogliono dire la loro in una società in continua evoluzione che però, ha una certezza: la bellezza dell’universo femminile. L’8 marzo si celebra la festa della donna, una ricorrenza che ha ormai alle spalle secoli di storia. E proprio nella storia che questo giorno affonda le sue radici. Negli anni passati la scelta di questa giornata si riferiva a un incendio scoppiato nel 1908 nell’ industria tessile Cotton di New York, dove persero la vita tutte le lavoratrici.

Poi in realtà si scoprì che l’incendio in questione era accaduto in un altro luogo e che a perdere la vita furono sia donne che uomini. Ecco perché poi la festa acquisì un significato ben diverso. é infatti nel 1907 che per la prima volta si discusse la questione femminile. Si relazionò molto sull’argomento in occasione del VII Congresso della II Internazionale socialista svoltosi a Stoccarda dal 18 al 24 agosto dello stesso anno. Ad agosto si svolse invece la Conferenza internazionale delle donne socialiste, durante la quale fu istituito l’Ufficio di informazione delle donne socialiste. Ma è l’anno dopo che la donna è al centro di un dibattito importante.

Si celebra il primo Womans Day che fu l’occasione giusta per affrontare temi come lo sfruttamento dei datori di lavoro nei confronti delle operaie, delle discriminazioni sessuali e del diritto di voto, che continua a rimanere un punto fermo della discussione. Si decise così, durante la seconda Conferenza internazionale delle donne socialiste che si svolse a Copenaghen il 26 e 27 agosto 1910, di seguire l’iniziativa americana istituendo una giornata internazionale dedicata alla rivendicazione dei diritti delle donne. In Italia la prima giornata della donna si è svolta nel 1922, ma il 12 marzo e non l’8. Ma è nel 1972 che si accende la questione femminile in Italia. In Piazza Campo de Fiori a Roma si svolge la manifestazione della festa della donna, durante la quale le donne hanno chiesto, tra le varie cose, anche la legalizzazione dell’aborto.

Il 1975 è stato definito dalle Nazioni Unite come l’Anno Internazionale delle Donne e l’8 marzo di quell’anno i movimenti femministi di tutto il mondo hanno manifestato per ricordare l’importanza dell’uguaglianza dei diritti tra uomini e donne. Negli anni insomma il significato dell’8 marzo è mutato fino a diventare il giorno in cui si celebrano i traguardi conquistati dal gentil sesso ma anche quelli ancora da raggiungere.

Dal diritto allo studio fino a quello di voto, dall’emancipazione ai movimenti femministi fino alla convinzione che per le donne si può e si deve fare di più soprattutto per superare gli stereotipi di genere, per sconfiggere la piaga della violenza che purtroppo troppe volte vede coinvolte le donne nell’ambiente di lavoro, nella società e anche nella famiglia. I sempre più frequenti fatti di cronaca nera spingono le istituzioni a riflettere sulla necessità di avviare azioni importanti al fine di constatare episodi che ledono quella che fino a poco tempo fa era una storia di sole conquiste. Ma l’8 marzo è anche una festa, un modo per celebrare una figura fondamentale.

Donna portatrice di vita e non solo perché la vita la dà, ma perché in ogni ambito che si colora un po’ di rosa, si crea equilibrio. E nel terzo millennio, nell’era della tecnologia e dell’innovazione ecco che le innate capacità di adattamento e di rivalsa che da sempre caratterizzano l’universo femminile, si rivelano la chiave giusta per aprire le porte del futuro. Un futuro che vuole la donna non in prima linea ma semplicemente partecipe della crescita economica, sociale e culturale della comunità in cui vive.