La matematica spiegata fra le figure mitologiche del Museo di Crotone

La matematica spiegata fra le figure mitologiche del Museo di Crotone

Crotone – Tramite il progetto “A spasso con la matematica”, gli alunni dell’istituto comprensivo “Vittorio Alfieri “di Crotone stanno seguendo un percorso didattico finalizzato alla matematica applicata. Trovandosi come principali attori sul territorio pitagorico per eccellenza, hanno rivolto la loro attenzione, non solo ai solidi platonici, meravigliosamente dislocati nell’area del Parco di Pitagora, ma anche a molti reperti archeologici del museo civico di Crotone.

Seduti intorno ad ascoltarlo gli alunni hanno incontrato, nelle vesti di professore, il direttore del museo civico di Crotone Gregorio Aversa, il quale ha spiegato come molti reperti archeologici siano in grado di trasmettere, oltre ai costumi e alle tradizioni dell’epoca a cui essi risalgono, anche, osservandoli con occhi attenti, le tecniche applicate impiegate per realizzarli e persino i calcoli matematici eseguiti nell’antichità affinché essi potessero raggiungere certe forme o certi volumi. Non meno interessante il gioco delle figure geometriche apparentemente assemblate per creare le curve armoniche di una museruola di bronzo, certamente appartenuta al cavallo di un nobile. Un’opera d’arte di 2400 anni fa.

La prof.ssa Elisa Cotroneo, docente di matematica presso l’I.C. ”Vittorio Alfieri”, invita i suoi alunni a fare po’ di reframing ossia cambiare prospettiva, spiegando infatti che, provando a cambiare il modo in cui vediamo le cose, queste osservate cambiano forma. Così facendo delle figure diventano immediatamente riconoscibili dalle semplici curve. Dallo studio del dott. Aversa si evince che la figura mitologica è Eracles che lotta contro i serpenti e da ciascun lato emergono altre due figure, due guerrieri in lotta tra di loro. Il tutto incorniciato in uno splendido intreccio di circonferenze.
Con l’aiuto del personale disponibile nelle aree museali, gli alunni sono stati edotti sul patrimonio numismatico che vanta il museo civico di Crotone. È stato spiegato loro cos’è un “ripostiglio” nella terminologia numismatica. Tale nome detto anche tesoretto, indica un nucleo di monete ritrovate in blocco, un salvadanaio cui il proprietario destinava somme messe da parte per i momenti di maggior pericolo, guerre o invasioni.

L’attenzione è stata calamitata da una teca in cui è esposto un tesoretto di monete in oro e argento che documentano un arco cronologico che va dalla metà del IV all’inizio del III secolo avanti Cristo, momento che coincide con il passaggio del tiranno siracusano Agatocle in città ((La presa di Crotone avvenne nel 295 a.C). Per farci due conti in tasca, non certo in euro, gli alunni hanno appreso che lo statere d’argento era la moneta più diffusa nell’antichità greca e valeva in genere il doppio di una dracma. il nome “dracma” deriva dal verbo “afferrare” e che inizialmente una dracma era un pugno di sei oboli, mentre il triobolo equivaleva a 3 oboli, cioè mezza dracma che corrispondeva alla paga giornaliera di un marinaio in guerra e all’indennità dei giudici popolari o dei partecipanti all’ecclesia.

Dalle forme geometriche riportate, nelle diverse sculture e su bellissimi affreschi, al valore economico di un tempo delle diverse monete si ritorna tra i banchi delle aule dell’ic Vittorio Alfieri, ricchi di nuove domande da fare ai professori di arte, religione, storia, tecnologia e tutte le altre a seguire.
Il direttore Aversa con il suo museo ha permesso a questi giovani alunni di analizzare la matematica per la prima volta attraverso i capolavori archeologici, associando le prime basi della filosofia pitagorica che identifica nei numeri il principio di tutte le cose. Pensiero condiviso dai docenti dell’I.C. “V. Alfieri” promotori del progetto è di far comprendere la matematica giocando, esplorando, incuriosendo, studiando ed infine applicandola con multidisciplinarità. Tra le bellezze custodite nel museo, degne di interesse spiccano alcune applicazioni dei principi aurei nelle ali della gorgone e della sfinge che, associati alla piccola sirena, formano il prezioso trittico del Tesoro di Hera.