Parisi: «La nostra priorità è restituire dignità ai migranti del centro»

La CRI, nuovo gestore del Regional Hub Sant’Anna
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Dal primo marzo la direzione del Regional Hub di Sant’Anna è passata alla Croce Rossa Italiana, vincitrice del lotto 1 della gara indetta dalla Prefettura di Crotone che prevede la gestione del centro e la supervisione sugli altri 3 lotti. Abbiamo intervistato il presidente Francesco Parisi.

Quali saranno i vostri obiettivi?

La priorità è la restituzione della dignità al migrante. Si partirà da questo facendo riferimento a tutto ciò che comporta l’accoglienza, l’assistenza legale, l’assistenza socio-sanitaria a 360°. Questo è l’obiettivo che Croce Rossa si è proposta negli anni e questo sarà l’obiettivo che cercheremo di ottenere all’interno del centro.

Quale sarà il vostro leitmotiv?

Vogliamo rendere il migrante partecipe della sua stessa permanenza e metterlo nelle condizioni di integrarsi, per quanto possibile, in un tessuto sociale come quello crotonese o italiano in generale, che comunque porta con se delle criticità. Lo faremo esternalizzando anche il lavoro che si fa all’interno. Mi riferisco, ad esempio, alla possibilità di intraprendere anche all’interno del centro, con l’apporto di professionisti dell’educazione e dell’area sociale, delle attività utili ai migranti una volta usciti. Acquisire mestieri e perizie in termini professionali per renderlo autonomo. Si tratta di azioni che abbiamo già messo in campo con i minori e anche in passato con altri centri.

Quanti collaboratori saranno impiegati?

Il numero dei dipendenti, dei collaboratori e dei professionisti che si alterneranno è legato necessariamente al numero degli ospiti. Noi abbiamo partecipato ad un bando che prevedeva l’accoglienza e la capienza di 1200 persone e avevamo indicato all’interno del bando 150-160 operatori. Oggi la situazione, purtroppo, non è quella descritta dal bando. A quasi 16 mesi dalla partecipazione sono cambiate molte cose, tra questo il numero degli ospiti che è sceso a 420. Di conseguenza quello dei lavoratori si attesta a 75-80 persone. La struttura che avevo dato al progetto iniziale teneva conto di questi numeri e soprattutto dei lavoratori in forza alla Misericordia. La nostra intenzione è quella di rispondere alla clausola sociale inserita nel bando ma anche dare un senso di continuità all’eccellente lavoro svolto dal 2016 ad oggi da questi professionisti sotto la guida di Vitaliano Fulciniti al quale va il mio plauso per come ha gestito il centro. Questo, purtroppo, non mi è stato possibile e sono stati tutelati solo 20-25 lavoratori.

Nei giorni scorsi è avvenuto il “passaggio di consegne”, qual è stato lo spirito?

Tutto si è svolto all’insegna della collaborazione. Il nostro compito sarà anche quello di ridare vita a un sentimento diverso rispetto a quello che si è percepito fino ad esso. Il regional Hub Sant’Anna è un centro per i migranti e non un centro di potere o un centro in cui il business è prioritario. Voglio precisare che l’organigramma messo in campo per iniziare questo percorso è rapportato a 600 migranti e non a 400, e quindi in questa prima fase Croce Rossa ci sta anche rimettendo. Non sono un radical chic né un buonista vestito da affarista, sono un semplice insegnante di Storia e Filosofia che ama l’uomo nella sua universalità e che cerca di mettere in atto con i fatti, e non solo con le parole, quello che è il compito dell’accoglienza e della Croce Rossa che internazionalmente agisce in tutti i campi nel rispetto dei suoi principi. Noi ci impegneremo affinché da questo centro possano uscire nuove pratiche d’accoglienza che possano magari essere prese d’esempio da altri centri. Abbiamo una grande responsabilità: non deludere le aspettative e il mio compito sarà quello di vigilare su tutto in modo che quello che è accaduto in passato non accada più.