La pizza è diventata patrimonio dell’Unesco

Riconoscimento importante per un “bene” tutto italiano conosciuto e apprezzato in tutto il mondo
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OMI Sud – News

Unica, inimitabile e soprattutto tutta made in italy, anzi, in sud. La pizza, l’alimento italiano più apprezzato all’estero, quello che tutti cercano, invano di copiare, è diventato Patrimonio dell’Unesco. Si tratta del 58esimo bene tutelato in Italia. Per l’Unesco, si legge nella decisione finale, “il know-how culinario legato alla produzione della pizza, che comprende gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacità di maneggiare l’impasto della pizza, esibirsi e condividere è un indiscutibile patrimonio culturale. I pizzaioli e i loro ospiti si impegnano in un rito sociale, il cui bancone e il forno fungono da “palcoscenico” durante il processo di produzione della pizza.

Ciò si verifica in un’atmosfera conviviale che comporta scambi costanti con gli ospiti. Partendo dai quartieri poveri di Napoli, la tradizione culinaria si è profondamente radicata nella vita quotidiana della comunità. Per molti giovani praticanti, diventare Pizzaiolo rappresenta anche un modo per evitare la marginalità sociale”. Quella della pizza, insomma, per l’Italia è una vera e propria “cultura”. Non è solo questione di gusto. Mangiare una pizza, soprattutto nel meridione, significa condividere un momento, approfittare della bontà di un piatto tipico, per socializzare. E poi, l’Unesco, con questo riconoscimento esalta anche l’arte dei pizzaiuoli napoletani che ha antiche origini e che è tornata a farsi spazio anche tra i giovani. Alla notizia, come era prevedibile, si sono susseguiti commenti di soddisfazione arrivati, soprattutto sui social, sia dal mondo politico ed istituzionale che dalla società civile.


Ministri, attori, cantanti e soprattutto i pizzaioli d’Italia, hanno gioito di questo importante riconoscimento. Soddisfatto soprattutto Alfonso Pecoraro Scanio, promotore della World Petition #pizzaUnesco che ha sostenuto la candidatura italiana: «Mi sono battuto in prima persona per anni affinché arrivasse questo riconoscimento che è la riaffermazione di una tradizione storica – afferma dalla pagine de Il Mattino – e che rappresenta una vittoria che non va circoscritta solo a Napoli, ma all’Italia». «Q uesto – ha commentato invece Molinaro Presidente di Coldiretti Calabria – costituisce uno storico riconoscimento della antica tradizione e  una grande conquista per il nostro Paese che rafforza il  vero Made in Italy. E’ un successo straordinario che deve sempre di più favorire l’utilizzo dei veri prodotti 100% Italiani per garantire la vera pizza napoletana.  Il riconoscimento dell’Unesco – continua – è una spinta importante anche in vista dell’appuntamento del 2018 proclamato anno internazionale del cibo italiano nel mondo e quindi ha un valore straordinario per tutti i territori del “bel paese” dove è più radicata la cultura alimentare». Insomma, l’Italia trionfa insieme alle sue eccellenza e la pizza si pregia di un titolo che arricchisce la storia della tradizione culinaria del Bel Paese.

Napoletano verace, non poteva che essere felice per la notizia del riconoscimento assegnato alla pizza, da parte dell’Unesco. Ecco perché Fabio Bosso, della pizzeria Spaccanapoli non nasconde il suo entusiasmo: «L’intera categoria dei pizzaioli – commenta con orgoglio e soddisfazione – non può che essere fiera di questo importantissimo traguardo raggiunto. Già immagino una Napoli in festa. Adesso la pizza, grazie a questo riconoscimento, è ufficialmente un’eccellenza non solo napoletana ma italiana. Grande merito va ad Alfonso Pecoraro Scanio che si è impegnato con determinazione e passione per raggiunegere questo traguardo». Un successo più che meritato: «Questa è una ricetta – aggiunge – che si tramanda da generazioni e le nuove tecniche di lavorazione e di impasto ci permettono di migliorare la preparazione».

«E’ una cosa bellissima e importantissima il traguardo appena raggiunto»: commenta così Francesco De Simone, pizzaiolo della pizzeria Cos’e p­azz e componente dell’Associazione Verace Pizza Napoletana, il riconoscimento da parte dell’Unesco. «Per giungere a ciò ci sono state tante persone che si sono impegnate da almeno tre anni, dal 2014 – continua – e grazie all’associazione ho appreso quasi live il momento del riconoscimento. Sono entrato da pochissimo, ma mi sono già integrato benissimo con tutti i maggiori pizzaioli napoletani». Sul futuro è abbastanza schietto: «da oggi non cambierà nulla – conclude De Simone – perchè comunque la voglia di fare la pizza è sempre la stessa, forse più di prima. Il lavoro del pizzaiolo dovrà essere fatto bene, con preparazione e senza improvvisazione».