La Sala della Cultura apre le porte alle opere di Gaele Covelli

La Sala della Cultura apre le porte alle opere di Gaele Covelli

Le tele dell'artista crotonese saranno visitabili fino al 18 gennaio 2019

È stata inaugurata presso la Casa della Cultura, sita in Via Vittorio Emanuele 12 a Crotone, la mostra dedicata al pittore Gaele Covelli (1872-1932) voluta dall’Assessore alla Cultura Valentina Galdieri. Le opere dell’artista crotonese  saranno visitabili fino al 18 gennaio 2019.

Otto tele esposte per conoscere ed ammirare il verismo espresso dal Covelli,  con l’esposizione in sala di alcuni documenti originali come il carteggio, i diari e fotografie dell’artista,  conservati presso l’Archivio Storico Comunale.

L’evento è stato curato da Melissa Acquesta, ed allestito dell’Associazione Asves patrocinato dall’Accademia delle Belle Arti di Catanzaro.

La vita e le opere del Covelli  saranno al centro di una giornata di studi con la partecipazione degli esperti dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro e dell’ Università della Calabria.

Biografia di Gaele Covelli:

Gaele Covelli, battezzato col nome di Gian Emanuele, nasce a Crotone in Via Suriano (Sezione Pescheria) il 28 maggio 1872 da Leonardo, commerciante, e da Giuseppina De Filippis, figlia di artigiani.

Sin dalla prima età manifesta inclinazione all’arte, improvvisando disegni e schizzi sui muri. A quattordici anni si reca a Napoli, ospite dello zio Vittorio che possiede una fiaschetteria a Capodimonte e che lo avvia agli studi artistici, iscrivendolo nel 1888 all’Istituto di Belle Arti di Napoli, allora presieduto da Filippo Palizzi.

Qui, è allievo di importanti maestri del Verismo napoletano. Frequenta per quattro anni il corso inferiore di disegno con lo scultore Stanislao Lista, e avendo ottenuto ottimi risultati, è ammesso alla successiva classe di pittura, dove avrà come maestro il noto Domenico Morelli.

In seguito, si trasferisce a Firenze, dove “vive la sua seconda esperienza pittorica” e dove, dopo il primo periodo “morelliano”, opererà una fusione tra le tendenze del Verismo napoletano e quelle post-macchiaiole e divisioniste. Vi rimarrà fino alla sua morte, con viaggi frequenti in Italia e in Europa, oltre che nella sua terra.