La solidarietà non va in vacanza: alla mensa dei poveri di Crotone cresce il numero di chi chiede aiuto
Da circa 80 a oltre 150 pasti al giorno: alla Mensa dei Poveri "Padre Pio da Pietrelcina" di Crotone, guidata da don Ezio, cresce il numero delle persone in difficoltà. I volontari: «La solidarietà non va mai in vacanza»
Nemmeno il caldo torrido e lo scirocco come quello di ieri fermano la solidarietà. Ieri mattina, mentre il termometro continuava a salire e l'umidità avvolgeva la città, nella cucina della Mensa dei Poveri "Padre Pio da Pietrelcina" di Crotone, guidata da don Ezio, i fornelli erano già accesi da ore. Non per preparare un pranzo qualsiasi, ma per offrire un pasto caldo a decine e decine di persone che ogni giorno bussano alla porta della struttura, da lunedi a sabato.
È un'immagine che racconta molto più di tante statistiche: da una parte il grande lavoro dei volontari, dall'altra una povertà che continua a crescere e che coinvolge un numero sempre maggiore di persone. A confermarlo è Giovanni, uno dei volontari che ogni lunedì presta servizio alla mensa.
«Le povertà stanno aumentando. Siamo passati da una media di circa ottanta persone al giorno e adesso arriviamo anche a 150 presenze. È un numero in continua crescita». Un dato che fotografa una realtà sempre più complessa.
«La maggior parte delle persone che vengono sono straniere – spiega – mentre i crotonesi rappresentano più o meno un quarto delle presenze. Molti consumano il pasto qui perché trovano un luogo fresco, un tavolo, dell'acqua e un po' di tranquillità. Altri preferiscono ritirare il cestino e mangiare altrove oppure portarlo a casa».
Dietro ogni pranzo servito c'è un'organizzazione composta esclusivamente da volontari. «Siamo un bel gruppo che si alterna sei giorni alla settimana, dal lunedì al sabato. Tante signore e tanti volontari dedicano il proprio tempo agli altri. È una ricchezza e una grazia poter aiutare chi ha bisogno, e permettere a queste persone di mangiare».
A ribadire questo impegno è anche Vito, altro storico volontario della mensa. «La solidarietà non va mai in vacanza, anzi aumenta. I benefattori continuano ad esserci. Solo pochi giorni fa sono state donate tre cassette di cosce di pollo e sei chili di carne macinata. Anche noi, come Costantiniani, quasi ogni mese contribuiamo con donazioni di carne e altri alimenti».
Ogni giorno il menù cambia in base a ciò che viene donato e preparato dalle volontarie. «Si cucina il minestrone con il riso, la pasta al sugo, poi il secondo varia: tonno e pomodori oppure verdure preparate dalle nostre signore. Grazie a loro riusciamo ogni giorno a portare avanti questo servizio».
Ma il dato che più colpisce è il cambiamento dell'utenza. «Una volta erano soprattutto gli stranieri. Oggi vediamo sempre più crotonesi. Molti provano vergogna e preferiscono non fermarsi a mangiare qui: entrano, ritirano anche più pasti per la famiglia e li portano a casa. Cerchiamo di andare incontro anche a loro, perché nessuno deve sentirsi solo».
Una testimonianza che racconta il volto più autentico della città. Da una parte una domanda di aiuto che cresce di settimana in settimana, dall'altra decine di volontari che, senza clamore, continuano ogni giorno a trasformare il proprio tempo in un gesto concreto di vicinanza.
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