La vita comunitaria a Poggio Pudano, il rione “lontano” che sa stare vicino

La vita comunitaria a Poggio Pudano, il rione “lontano” che sa stare vicino

Un quartiere che ha bisogno di più attenzione e sostegno, ce lo racconta don Alberto Lorenzo, parrocco di San Luca e San Basilio

C’è da fare tanta strada per arrivare verso le due parrocchie di San Luca e San Basilio. Due realtà vicine, limitrofe, sulla strada che porta verso l’uscita sud di Crotone, racchiusa in una comunità di quasi due mila anime. Lì, il quartiere Poggio Pudano riunito intorno alle due parrocchie: la prima San Luca, la seconda più recente San Basilio. Le due parrocchie sono guidate da don Alberto Lorenzo, il quale ci ha accolto presso San Basilio, dove si svolgono le celebrazioni eucaristiche e le attività parrocchiali, in attesa che San Luca sia interessata da opere di riqualificazione. Ci apre il portone di legno facendoci entrare in una grande chiesa parrocchiale.

La nomina a parroco è avvenuta nel dicembre 2019, prima del lungo lockdown: «Si tratta di una zona di periferia piuttosto abitata – ci ha detto – sia dal lato est della 106, quello vicino san Luca, sia dal lato ovest, che costituisce il territorio parrocchiale di San Basilio e che si estende fino al bivio di Papanice, zona questa dove vi sono più che altro attività produttive. Qui mi trovo molto bene, la gente è stata ed è molto accogliente, collaborativa, generosa, tutto sommato si sta lavorando bene, anche se non bisogna dimenticare che il lockdown, prima, e le successive restrizioni e limitazioni, dopo, hanno condizionato le attività pastorali. In particolare nei due mesi di lockdown la sola attività portata avanti è stata quella caritativa. Grazie agli aiuti alimentari – essendo la parrocchia convenzionata con il Banco delle Opere di Carità – è stato possibile aiutare molte famiglie in difficoltà».

I crotonesi di San Luca e San Basilio non si sono tirati indietro, anche durante la prima fase della pandemia, dal dare la propria collaborazione: «Il numero di coloro che hanno bisogno è aumentato, ma noi abbiamo cercato di andare incontro a tutti e nei limiti del possibile ci siamo riusciti. Tutto questo è stato possibile grazie alla disponibilità di tante persone che vivono quotidianamente la vita parrocchiale. Proprio grazie a questi collaboratori è stato possibile conoscere diverse situazioni di difficoltà, anche perché, essendo arrivato da poco tempo, non avevo una conoscenza completa della parrocchia». La vita delle due parrocchie, nel primo lockdown, è stata sospesa, come in tutte le realtà parrocchiali d’Italia per via della pandemia: «Per le ovvie restrizioni, con le persone che avevo avuto modo di conoscere e con le quali avevo iniziato la collaborazione, ho mantenuto costanti contatti telefonici anche per essere informato soprattutto di eventuali situazioni di necessità».

Le due parrocchie, dunque, fanno da collante alla vita comunitaria del popoloso Poggio Pudano: «La maggior parte delle persone, che vivono a Poggio Pudano e nelle altre zone del territorio parrocchiale, durante la settimana svolgono attività lavorative che li porta ad uscire al mattino ed a rientrare la sera, di conseguenza la vita parrocchiale è molto limitata, si vivacizza nel fine settimana o nei momenti più significativi. Devo dire che la popolazione, comunque, risponde bene, si svolge regolarmente il catechismo per bambini e ragazzi, è attiva – come detto – la Caritas parrocchiale, mentre tante altre attività abbiamo dovuto sospenderle, come ad esempio la Catechesi per adulti, per via della pandemia. In attesa di ritornare alla normalità, pensiamo piano piano, nei limiti del possibile, di riprendere quelle attività sospese e di costituirne anche nuove come ad esempio un gruppo di ministranti per il servizio della Messa. Per ora abbiamo ripreso, in presenza, solo la celebrazione della messa quotidiana, con le distanze, i dispositivi di sicurezza, mentre la catechesi per i bambini ed i ragazzi la stiamo svolgendo in streaming».

Siamo nel periodo quaresimale, attendendo la Pasqua: «Abbiamo messo in cantiere diverse iniziative, sempre nel limite del possibile, con qualche catechesi quaresimale, restando attenti all’evolversi della situazione ed alle relative indicazioni che ci verranno date». E’ stata tanta l’emozione di Don Alberto Lorenzo tornare a celebrare, nel periodo estivo, con i fedeli del quartiere: «Ha fatto un certo effetto tornare alla celebrazione, dopo il lungo periodo passato a celebrare quotidianamente da soli, anche se con me vi era il diacono che svolge il suo ministero in questa parrocchia, di conseguenza è stato bello poter rivedere la gente, sentire la partecipazione delle persone, specie di tutti i collaboratori». E l’augurio, alla fine della nostra intervista, è rivolto ai suoi parrocchiani: «Spero che sia possibile poter vivere la Pasqua come esperienza di Chiesa, di comunità. Se poi ciò non sarà possibile cercheremo di viverla attenendoci scrupolosamente alle modalità che ci saranno consentite».