L’Alba di Cremissa, a Cirò la memoria diventa cultura e solidarietà
Al Museo Lilio la presentazione del volume di Giuseppe Virardi, tra storia, letture e memoria. Il ricavato sarà devoluto alla Polio Plus
Una serata dedicata alla memoria, alla cultura e all’identità di Cirò. Il 13 agosto, nella suggestiva cornice del Museo Lilio, il Rotary Club Cirò ha promosso un incontro dedicato a L’Alba di Cremissa, l’opera attraverso la quale Giuseppe Virardi ha restituito alla comunità un prezioso frammento della propria storia.
Il volume ripropone le pagine dell’omonimo periodico pubblicato a Cirò nel 1898, offrendo uno spaccato della società cirotana di fine Ottocento tra vita politica e amministrativa, problemi sociali, emigrazione, cultura, tradizioni, personaggi, poesia e quotidianità. Un patrimonio documentale che Virardi ha recuperato e consegnato alle nuove generazioni, trasformando antiche pagine di giornale in uno strumento vivo di conoscenza.
Ad aprire la serata è stata la presidente del Rotary Club Cirò, Rosa Caruso, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa e l'impegno del Club nella valorizzazione della storia e dell'identità del territorio.
Particolarmente significativo anche il saluto del sindaco di Cirò, Mario Sculco, che ha evidenziato l'importanza di custodire la memoria della comunità e, allo stesso tempo, trasmetterla alle nuove generazioni, riconoscendo nell'opera di Virardi una testimonianza preziosa della storia cirotana.
A moderare l'incontro è stata Simona Caparra, Assistente del Governatore del Distretto Rotary 2102, che ha accompagnato il pubblico tra interventi, testimonianze e letture, facendo emergere il filo conduttore della serata: il dialogo tra passato e presente, memoria e identità, cultura e servizio.
La presentazione editoriale è stata affidata a Giuseppe Francesco Zangaro, direttore editoriale di ConSenso Publishing, che ha illustrato la genesi dell'opera e il lavoro che ha permesso di rendere nuovamente accessibili le pagine de L’Alba di Cremissa.
A seguire, l'intervento del professor Giuseppe Siciliani, che ha arricchito la ricostruzione storica con riflessioni legate alla memoria familiare e alla società cirotana raccontata dal periodico.
Un momento particolarmente intenso è stato quello affidato a Giuseppina De Novara, Past President del Rotary Club Cirò, che ha ricordato Giuseppe Virardi anche nella sua dimensione umana e rotariana, attraverso parole e immagini dedicate alla sua partecipazione alla vita associativa, al legame con il territorio e alle relazioni costruite nel tempo.
A dare voce alle pagine del passato sono stati i lettori dell'associazione LAAV – Letture ad Alta Voce, Dina De Marco, Salvatore Papajanni e Anna Teresa Papajanni. Le loro interpretazioni hanno accompagnato il pubblico in un viaggio nella Cirò di oltre un secolo fa, restituendo voce a uomini, donne, vicende, sentimenti e problematiche sociali ancora capaci di parlare al presente.
Spazio anche ai temi dell'emigrazione e alle composizioni poetiche e dialettali, elementi che hanno contribuito a mostrare come L’Alba di Cremissa non sia soltanto una raccolta documentaria, ma il racconto corale di una comunità.
Ad accompagnare musicalmente la serata è stato il maestro Simon Pietro Graziano, alla fisarmonica, con esecuzioni che hanno scandito i diversi momenti dell'incontro, contribuendo all'atmosfera di partecipazione ed emozione.
Le conclusioni sono state affidate a Luigi Ielasi, Tesoriere Distrettuale, che ha richiamato i valori del Rotary e il significato di un'iniziativa capace di unire cultura, memoria e servizio.
Proprio la solidarietà rappresenta uno degli aspetti più significativi del progetto. La famiglia di Giuseppe Virardi ha infatti donato gratuitamente al Rotary Club Cirò le copie del volume, affidando al Club non soltanto un libro, ma una vera eredità culturale e morale. Il ricavato della vendita sarà devoluto alla Polio Plus, il programma del Rotary International impegnato nell'eradicazione della poliomielite.
Alla presenza della famiglia di Virardi, delle autorità, dei rappresentanti rotariani e di un pubblico numeroso, la serata è così diventata qualcosa di più della presentazione di un libro. È stata una vera occasione di restituzione della memoria alla comunità.
Recuperare le pagine de L’Alba di Cremissa significa ritrovare nomi, luoghi, vicende, speranze e difficoltà di chi abitava Cirò più di un secolo fa. Ma significa anche comprendere le proprie radici per guardare con maggiore consapevolezza al futuro.
La memoria, quando viene custodita e condivisa, non resta dunque confinata al passato: diventa cultura, identità e, attraverso il servizio, speranza per il futuro.
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