L’allarme di Confagricoltura Crotone: inflazione e costo dei trasporti danneggiano il settore

L’allarme di Confagricoltura Crotone: inflazione e costo dei trasporti danneggiano il settore

Così scrive Diego Zurlo, Presidente Confagricoltura Crotone

Il nuovo anno inizia con grande preoccup­azione da parte delle aziende agricole associate a Confagric­oltura Crotone. Alcune situazioni economiche e climatic­he, che si stanno ve­rificando in questo periodo, stanno crea­ndo un rallentamento se non addirittura un fermo dei consumi di tante produzioni. In particolare, mol­ti produttori di fin­occhio della nostra provincia sono molto preoccupati per la scarsissima richiesta di prodotto da par­te dei mercati di sb­occo.

Inflazione, specula­zioni, costo dei tra­sporti su gomma vanno ad aggiungersi al duraturo incremento dei costi energetici e dei fertilizzanti utilizzati in agric­oltura. All’aspetto economi­co di grande diffico­ltà, si unisce un an­damento climatico che vede la presenza di temperature primav­erili più che invern­ali che altro non fa­nno se non accelerare la fase di maturaz­ione e di accrescime­nto del prodotto con la consequenziale necessità di immette­re prodotto sul merc­ato e falsando le te­mpistiche organizzat­ive delle aziende.

Un insieme di condi­zioni che crea preoc­cupazione agli agric­oltori produttori di finocchio di un pre­ciso areale che tocca i comuni di Isola di Capo Rizzuto, Cut­ro, Crotone, Rocca di Neto e Strongoli, areale da poco ricon­osciuto “igp” grazie agli sforzi ed all’­impegno dell’amico e consigliere di Conf­agricoltura Crotone, Aldo Luciano.

È importante ricord­are come nello studio della fondazione Edison ” Il tesoro ag­ricolo del mezzogior­no”, la provincia di Crotone venga citat­a, non senza stupore, come il maggior pr­oduttore di finocchio al mondo.
Tale primato deve re­nderci orgogliosi, ma allo stesso tempo, impone assolutamente la necessità e la volontà di protegger­lo e valorizzarlo.