Landini in Calabria: “Cancellare il Sud significa non pensare allo sviluppo del paese”

Landini in Calabria: “Cancellare il Sud significa non pensare allo sviluppo del paese”

Il segretario generale Cgil Maurizio Landini è arrivato a Reggio Calabria in occasione dei lavori congressuali che oggi terranno a battesimo la nascita della Cgil Area Metropolitana. Il segretario ha immediatamente espresso la sua visione negativa della legge di bilancio partendo proprio dale grandi dimenticanze e omissioni sul Sud: “Bisogna investire per creare lavoro al Sud. La parola Sud nemmeno esiste nella legge di bilancio, mentre pensare allo sviluppo del Mezzogiorno vuol dire pensare allo sviluppo dell’intero Paese. Non è questa la strada da seguire. Ma non finisce tutto con la Legge di bilancio, bisogna fare concretamente le riforme di cui il Paese ha bisogno. A partire dalle pensioni, dalla riforma fiscale alla cancellazione del precariato. Il governo decida se vuole discutere con i sindacati e con il mondo del lavoro”.

Landini ha poi continuato: “Il nostro giudizio sulla manovra rimane negativo, non ci sono miglioramenti. Riteniamo che i problemi più grossi non vengano affrontati, la gente non sa come arrivare a fine mese, bisogna aumentare i salari, c’è un livello di precarietà che non è più sostenibile.

Non abbiamo pregiudizi, giudichiamo dai governi da quello che fanno e in questo caso da ciò che non c’è e dalle scelte sbagliate che sono state fatte. Sono stati capaci di diminuire le aziende dalle quali si prendono i profitti. Dai dieci miliardi di euro previsti dal governo Draghi, la cifra è scesa a due e mezzo, In una situazione di crisi in cui le diseguaglianze sono aumentate, i salari sono diminuiti e i profitti sono aumentati, la nostra è una proposta molto precisa: un contributo straordinario di solidarietà da chiedere alle aziende sui profitti che hanno realizzato. È ora di smetterla di fare cassa sul lavoro dipendente o addirittura sul reddito di cittadinanza”.

Il segretario ha più parlato del tema pensioni: “Siamo partiti da quota 100 per arrivare a 103, in sostanza siamo tornati alla Legge Fornero, anzi l’hanno peggiorata con opzione donna e ora si danno contributi per non andare in pensione. Non si affronta il problema dei giovani che non andranno mai in pensione e si fa pagare un prezzo doppio alle donne”.

“C’è un’idea del lavoro sbagliato. Reintrodurre i voucher significa aumentare il lavoro nero, quello sfruttato e non pagato. Chi viene pagato in voucher non avrà mai una pensione,  troverei utile che venisse pagato a voucher chi lo propone, quindi i politici” ha detto ancora Landini che ha puntato il dito anche contro la flat tax. “Averla estesa – ha commentato –  da 65 a 85 mila euro è una marchetta elettorale pura. Riguarda un numero molto ridotto di persone. Coloro che sono a partita iva e che nemmeno arrivano a quelle cifre, hanno un altro problema: quello di avere gli stessi diritti degli altri, malattia, infortunio, ferie, tfr. Noi chiediamo un nuovo statuto dei diritti dei lavoratori, in cui tutte le persone che lavorano, a prescindere dal lavoro che fanno abbiano gli stessi diritti e tutele. Per questo sarebbe giusto arrivare ad una legge di rappresentanza in cui si cancellino i contratti pirata e si dica che i contratti collettivi nazionali valgono per tutte le forme di lavoro al fine di alzare la qualità del sistema di imprese e favorire chi vuole fare seriamente il proprio lavoro, colpendo chi gioca sulla riduzione dei diritti e l’evasione fiscale”.