L'arte del maestro orafo crotonese Gerardo Sacco impreziosisce il Premio Gianluca Vialli

Alla prima edizione del riconoscimento presenti tanti ex compagni di Vialli. La serata è stata condotta dal crotonese Massimo Proietto

A cura di Redazione
09 ottobre 2026 07:30
L'arte del maestro orafo crotonese Gerardo Sacco impreziosisce il Premio Gianluca Vialli - Foto: Gerardo Sacco
Foto: Gerardo Sacco
Condividi

Emozione, memoria e riconoscenza hanno caratterizzato la prima edizione del Premio Gianluca Vialli, andata in scena nella serata del 6 ottobre al Fulgor di Rimini. Una serata dedicata alla figura di uno dei protagonisti più amati del calcio italiano, ricordato non solo per i successi ottenuti sul campo, ma anche per i valori umani che hanno accompagnato la sua carriera.

Sul palco si sono ritrovati numerosi ex compagni di Vialli, a partire dai protagonisti della Sampdoria dello storico scudetto, tra cui Fausto Pari, Gianluca Pagliuca, Roberto Mancini e Ivano e Dario Bonetti. Presenti anche alcuni ex compagni della Juventus, come Stefano Tacconi, Moreno Torricelli, Angelo Di Livio e Fabrizio Ravanelli. Tra gli ospiti anche Leonardo Bonucci, difensore della Nazionale italiana campione d’Europa a Euro 2020 sotto la guida di Roberto Mancini, con Vialli nel ruolo di capo delegazione.

Nel corso della serata sono stati consegnati diversi riconoscimenti. A Fabrizio Ravanelli è andato il premio “Grande Amico”, mentre ad Alessandro Antinelli di Rai Sport è stato assegnato il riconoscimento dedicato al giornalismo sportivo. Il momento più significativo è stato però la consegna del Premio Legend a Roberto Mancini, legato a Vialli da un rapporto speciale, costruito negli anni dentro e fuori dal campo.

A condurre l’evento sono stati il giornalista crotonese Massimo Proietto e Martina Quaranta. Un ulteriore legame con la Calabria è arrivato attraverso i premi realizzati per l’occasione dal maestro orafo crotonese Gerardo Sacco. L’artista ha scelto di rappresentare attraverso argento, smalti e simboli delle quattro squadre della carriera di Vialli il suo percorso verso l’immortalità. Al centro dell’opera, Vialli di spalle, con il numero 9, raffigurato mentre cammina verso la luce.

Un omaggio che, nelle intenzioni dell’orafo crotonese, vuole raccontare la continuità del ricordo: quello di un campione capace di lasciare un segno che va oltre i gol, i trofei e le imprese sportive, continuando a vivere nella memoria e nell’affetto di chi lo ha conosciuto e amato.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail