L’attore Lorenzo Richelmy pronto a stupire Crotone con “La follia di Shakespeare”

L’attore Lorenzo Richelmy pronto a stupire Crotone con “La follia di Shakespeare”

Uno Shakespeare come in Calabria non lo abbiamo mai visto. Con la sua follia, e l’accento calabrese sul palco del Teatro Apollo. Ha debuttato, infatti, in anteprima nazionale il nuovo spettacolo di Max MazzottaFollia di Shakespeare – Macbeth VS Romeo e Giulietta” al Teatro Rendano di Cosenza e, martedì 26, gli attori Lorenzo Richelmy e Stella Egitto sono pronti ad emozionare il pubblico crotonese con il lavoro realizzato dal regista calabrese Max Mazzotta.

Lo spettacolo è prodotto da L’AltroTeatro (Gianluigi Fabiano, Giuseppe Citrigno, Giada e Serena Falcone), nato da un progetto della compagniaLiberoTeatro mentre anche le prove si sono svolte nella nostra regione, con l’allestimento realizzate al PTU (piccolo Teatro Unical).

Due attori e un regista che mettono piede per la prima volta a Crotone con l’augurio di regalare una serata di teatro al pubblico che li aspetta. “Follia di Shakespeare” è un’originale indagine poetica sulla tragedia shakespeariana. Amore e follia sono il nucleo centrale del Macbeth e di Romeo e Giulietta. I due drammi possono essere letti e interpretati con la follia e la perversione che l’amore può ingenerare.

E la recitazione sarà in dialetto calabrese, un’esperienza nuova per gli attori, tra cui Lorenzo Richelmy, classe 1990, nato a La Spezia ma cresciuto a Roma. La madre è calabrese, di Locri: «La Calabria la conosco molto bene, ci sono venuto sempre da piccolo – ci ha detto nell’intervista – il mio sangue è a metà calabrese. Mia mamma mi ha cresciuto a Roma, la mia città, dove ho amici e famiglia. La Calabria è una terra che mi riguarda molto, e ogni volta che vi ritorno sembra una bella ragazza menata, ma con tante bellezze. Il mare, la Sila… posti bellissimi ma la Calabria viene trattata male, e questo mi dispiace. Una regione comunque bellissima, ripeto, e forse abbiamo finta che andasse tutto bene per troppo tempo. Nutro la speranza che possa rifiorire, poichè ha una potenza questa terra che non viene sfruttata».

Per Lorenzo Richelmy, dunque, un “tuffo” nella Calabria: «Più che lo studio del dialetto, dato che l’opera è in vernacolo, sto condividendo il palcoscenico con dieci attori calabresi , stando insieme durante le prove, in albergo, e noto che c’è molta Calabria in loro. E il teatro è fatto proprio di questo, passare ore e ore con molte persone». L’attore è pronto a conoscere Crotone: «Non ho mai visto la città, non me la sono fatta descrivere. Mi hanno detto che Crotone porta in sè la grandezza della mitologia greca. Quello che spero è di fare un bel spettacolo, meravigliando i presenti nel senso di stupore. Lo spettacolo è abbastanza forte, la speranza è che non si possa fare a meno di parlare di quello che faremo, perchè è talmente strano, nuovo, talmente forte che non è un intrattenimento. C’è molta roba che porteremo sul palco, spero nello stupore».