L’attrazione turistica di Crotone rimane ancora chiusa: esposto alla Procura della Repubblica

L’attrazione turistica di Crotone rimane ancora chiusa: esposto alla Procura della Repubblica

Della bonifica del Castello Carlo V ancora non se ne parla.  Sono passati tre anni, ormai, dalla chiusura del cancello della fortezza,  quando la senatrice Margherita Corrado scrisse al sindaco Ugo Pugliese della  «presenza presunta fosforite nel Castello di Carlo V». L’ente comunale, il giorno successivo, chiese ad Arpacal i riscontri e, in data 6 aprile 2018, il primo cittadino, attraversi un’ordinanza, interdisse l’accesso al bene culturale per la presenza di  materiale nocivo.

Sono passati dunque tre anni, e i comitati e le associazioni culturali chiedono risposte alla Prefettura. Il Castello non può rimanere chiuso, certo, ma non si può ancora non conoscere una data di inizio bonifica per la presenza dei materiali e, sopratutto, chi dovrà farsi carico dell’opera stessa di messa in sicurezza. Intanto un gruppo di cittadini così ha scritto:

Esposto alla Procura della Repubblica per la mancata riapertura di parte del Castello di Crotone 

Sono ormai trascorsi più di tre anni dalla chiusura del Castello Carlo V di Crotone e, quindi, dall’impossibilità di accedere ai servizi culturali fruibili all’interno del monumento, in particolare la biblioteca comunale ed il museo civico, nonostante ci siano le condizioni per una parziale riapertura. E’ questo il contenuto dell’esposto presentato alla Procura della Repubblica da parte di Teodolinda Monte, Vincenzo Fabiani, Filippo Sestito, Raffaele Riganello, Antonio Tata, Vincenzo Medici e Francesca Pesce. 

L’interdizione all’accesso pubblico era stata disposta con ordinanza del sindaco di Crotone n. 32 del 5 aprile 2018, motivata dall’esito di alcune indagini radiometriche che avevano evidenziato valori anomali di radioattività ambientale derivanti dalla presenza di meta silicati contenenti TENORM.

Le successive rilevazioni ed indagini eseguite, tuttavia, hanno accertato che la sede della biblioteca e del museo civico, come altri parti del Castello, non fossero contaminate ma nonostante queste comunicazioni, la commissione tecnica istituita presso al Prefettura non ha proceduto a delimitare l’area interessata dal rischio di contaminazione né il sindaco ed il Commissario prefettizio hanno ritenuto di revocare l’ordinanza e di interessare la Commissione tecnica per i provvedimenti conseguenti. 

Ad oggi, dopo le sollecitazioni del Comitato Antica Kroton, la Prefettura ha comunicato di aver svolto un incontro con alcuni soggetti della Commissione da cui è emersa l’opportunità di un nuovo sopralluogo con la nomina di un esperto da parte del Comune di Crotone per poi stabilire il da farsi.

Intanto diritti dei cittadini continuano a restare inaccessibili e la dimensione culturale del nostro territorio sempre più mortificata.