Come già pubblicato nei giorni scorsi, Legambiente e Intesa Sanpaolo hanno deciso di condividere una campagna straordinaria di raccolta fondi per la ventiduesima edizione de La Notte della Taranta, che quest’anno diventerà ecosolidale e ha l’obiettivo di salvare quattro oasi tra cui le dune di Sovereto nel Comune di Isola Capo Rizzuto, più volte violentate da incendi dolosi.
Grazie al contributo di tutte le persone che decideranno di partecipare a “RigenriAMO la Natura”, infatti, sarà possibile riqualificare, con progetti semplici e concreti, le dune che ricadono nell’Area marina protetta di Isola di Capo Rizzuto.
Per presentare l’iniziativa e la raccolta fondi, che si protrarrà fino alla fine di settembre, La Notte della Taranta è arrivata fino a Reggio Calabria, il 4 luglio. I danzatori del Corpo di Ballo de La Notte della Taranta e i ballerini della scuola di danza Progetto Salsa di Reggio Calabria, in collaborazione con ANMB (Associazione Nazionale Maestri di Ballo), sono stati presenti per promuovere la raccolta fondi che consentirà di rigenerare le dune di Sovereto con un progetto di 33.000 euro. Il progetto è stato illustrato dal presidente di Legambiente Calabria Francesco Falcone e dal responsabile nazionale aree protette e biodiversità di Legambiente Antonio Nicoletti.
L’area oggetto di intervento, inserita in una Zona speciale di Conservazione dell’Area marina protetta di Isola Capo Rizzuto, ha una forte valenza naturalistica e turistica data anche la vicinanza con la rinomata località di Le Castella e la zona archeologica di Capo Colonna. La spiaggia ed il bosco di Sovereto sono facilmente raggiungibili percorrendo alcune strade comunali che conducono ad un campeggio posto sulla sommità della duna e all’inizio del bosco che negli ultimi anni ha subito aggressioni da parte di piromani e speculatori che hanno provato a più riprese a realizzare opere abusive.
L’intervento che si realizzerà grazie ai fondi raccolti prevede la riqualificazione del sistema dunale di Sovereto e della relativa spiaggia, attraverso il ripristino degli habitat dunali e retrodunali e la realizzazione di interventi di ingegneria naturalistica e la piantumazione di specie autoctone della macchia mediterranea. Sono previste tre diverse tipologie di interventi: a) la risistemazione del sentiero esistente di accesso al bosco ed alla spiaggia nonché delle infrastrutture turistiche dedicate; b) la protezione del piede della duna e il ripristino del cordone dunale con tecniche di ingegneria naturalistica; c) l’attività di sensibilizzazione del pubblico alla salvaguardia degli habitat attraverso la riduzione dei rifiuti e l’uso di materiali alternativi alla plastica monouso.

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