L’emergenza non ferma gli Hantura: rilasciato il brano “Maleccummeneta”

L’emergenza non ferma gli Hantura: rilasciato il brano “Maleccummeneta”

Un nuovo lavoro si aggiunge alla lista del gruppo musicale di Petilia Policastro degli “Hantura”, la cui produzione continua anche in questo periodo di emergenza sanitaria. Nella giornata di mercoledì 23 dicembre, attraverso le piattaforme social, la compagine ha rilasciato ufficialmente il videoclip del nuovo brano dal titolo “Maleccumminata”. «Ci sono posti in cui il ricordo e la memoria contribuiscono a renderli ancora più mitici e favolosi».

Questi alcuni dei pensieri del gruppo a corredo del videoclip. «E’ il caso soprattutto della terra in cui si è nati e dei luoghi che ci hanno visto crescere e diventare ciò che siamo. Ma quando ci si accorge che col passare delle stagioni quei posti e quella gente stanno diventando altro, nasce un dolore malinconico ed infelice. Una passione che stringe ed affanna il cuore. Questa passione è il fil rouge che lega ed accompagna la musica, le note e le immagini di Maleccummeneta».


Immagini che fornidscono un’idea e una personalità ben rimarcata a questo lavoro. «Un viaggio suggerito dalle immagini ad acquerello e ad inchiostro che simboleggiano e imprimono ancora di più il marchio flebile di quello che è la situazione della Calabria e che ricorda quello degli occhi di una donna affascinante e bellissima, spogliata delle sue bellezze e lasciata a sé. Una Donna che però vuole rinascere e guarda al suo passato glorioso per ritornare ad essere e rappresentare la bellezza assoluta unita a quella magia dei luoghi ancestrali che rappresentano da sempre la Terra dei Padri. La pittura ad acquerello è la tecnica che forse più restituisce e rimanda agli stati d’animo raccontanti nel pezzo. Sono uomini e donne che abitano la nostra memoria, in cui il peso della tradizione trasforma le loro sembianze e sfuma le loro fattezze lasciando solo una pura impressione».

In poco meno di cinque minuti melodie ed atmosfere di uniscono, snocciolando i testi curati dal poeta isolitano Filippo Scalzi, accompagnati dalla musica di Mario Carvelli.