L’emergenza non ferma il lavoro delle eccellenze italiane in Germania

L’emergenza non ferma il lavoro delle eccellenze italiane in Germania


Quelle trascorse negli ultimi mesi sono state settimane di apprensione e attesa legate all’amergenza sanitaria per Covid-19 che hanno condizionato non solo la vita degli italiani residenti nella penisola ma anche la vita di quelli che hanno intrapreso negli ultimi anni una scelta lavorativa spostandosi all’estero.

E’ questo il caso di Francesco Bonifati e di sua moglie, originari di Rocca di Neto, che da diversi anni con dedizione e passione accolgono i clienti tedeschi all’interno del loro ristorante pizzeria “Buon appetito”, situato a Velden piccolo comune nel land di Baviera. «Mi sono trasferito all’età di 16 anni in Germania – racconta Francesco -, ora ho 42 anni. Qui mi trovo bene, posso dire che si hanno oltre ai doveri anche tutti quei diritti che per un motivo o per un altro in Calabria non si riescono a fare valere. Qui c’è il lavoro e riesci ad avere quelle garanzie che nella nostra terra tardano ad arrivare».

Anche in Germania queste settimane sono state condizionate dalla pandemia da Coronavirus, lasciando degli strascichi nella vita di tutti i giorni. «L’emergenza è stata affrontata facendo attuare le misure di sicurezza, qui i ristoranti sono rimasti aperti anche se solamente per fornire cibo da asporto e mantenendo la giusta distanza tra le persone».

Dopo i primi giorni dalla decisione di far chiudere le attività qualcosa sembra essere cambiato nel giro di poche settimane. «Siamo stati chiusi al pubblico ma abbiamo continuato a lavorare producendo piatti da portare a casa, in questo posso dire che il lavoro è proseguito normalmente anche durante l’emergenza. Dal 27 aprile è stato predisposto l’obbligo di utilizzo delle mascherine nelle attività commerciali e dunque anche all’interno dei ristoranti».

Una fase di quarantena che in Germania è stata attuata con modalità “soft” rispetto all’Italia. «Ad essere sincero qui si poteva uscire anche all’inizio, si poteva persino passeggiare. Dal 27 aprile con le nuove regole, attuate con l’aumento dei casi registrati in Germania non si poteva più avere contatti con gli amici, fare grigliate e tutte le altre azioni che in genere si fanno in gruppo, però si poteva comunque uscire, ovviamente rispettando le regole del distanziamento con l’utilizzo dei dispositivi di sicurezza individuali».

Con la successiva crisi economica che ha colpito anche le attività commerciali il Governo tedesco ha deciso di attuare delle misure in sostegno dell’economia del paese, venendo incontro agli imprenditori. «Il Governo tedesco ha predisposto misure di sostegno economico diretto, gli imprenditori hanno potuto effettuare delle richieste di sostegno, con un contributo che è andando dai 9 mila ai 15 mila euro. Anche noi abbiamo beneficiato di questo ristoro economico, tale cifra elargita è commisurata a dei parametri specifici come il numero di posti a sedere del locale, gli anni di attività e il numero di persone che ci lavorano. Il Governo tedesco ti aiuta a pagare le spese, qui gli operai sono stati messi a poche ore con lo stato che si è fatto carico anche degli stipendi: circa il 60% della paga è rimasta a carico del datore di lavoro, il restante 40% è stato pagato dal Governo».

Gli italiani in Germania vengono visti come un valore aggiunto, sopratutto la cucina italiana sembra essere molto apprezzata dal popolo tedesco. «Gli italiani in Germania sono rispettati – conclude Francesco – personalmente ho ricevuto molta solidarietà dai cittadini tedeschi che si sono resi disponibili nel supportarmi per andare avanti. Posso dire che non mi sarei aspettato tutta questa solidarietà e questa è stata una cosa che mi ha molto colpito. La cucina italiana in Germania va benissimo ed è molto apprezzata, i cittadini tedeschi mangiano con gusto i nostri piatti».