Leopoldo Arabia, un dono per la Chiesa di Crotone

Leopoldo Arabia, un dono per la Chiesa di Crotone

Leopoldo sta concludendo il suo percorso formativo nel seminario teologico regionale di Catanzaro e il prossimo 5 gennaio, vigilia dell’Epifania del Signore, alle ore 17 in Cattedrale, il vescovo Angelo gli conferirà il sacramento dell’ordine sacro come diacono. Si tratta, per Leopoldo, di un momento essenziale del suo percorso verso il presbiterato.

Abbiamo chiesto al giovane seminarista di raccontarci come sta vivendo questi giorni per lui così particolari:

Sono due i sentimenti che mi stanno accompagnando in questo periodo di preparazione all’Ordinazione Diaconale. Sono in realtà quegli stessi stati d’animo che l’evangelista Matteo (28,8) assegna a Maria di Màgdala e all’altra Maria, dopo aver avuto il dialogo con l’angelo del Signore presso il sepolcro: «Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli».

«Timore e gioia grande», sentimenti profondamente intrecciati. Timore, perché prendo sempre più consapevolezza, in un cammino infinito, della responsabilità e del dono che Dio mi fa: tutto se stesso senza nessun merito mio personale. Così infatti San Paolo scrive a Timoteo: «Egli infatti ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione santa, non già in base alle nostre opere, ma secondo il suo progetto e la sua grazia» (2Tim 1,9).

Gioia grande: da qui deriva la gioia, il mio ringraziamento a Dio. È Cristo che chiama, è Cristo che accompagna ed è Cristo che fa giungere a compimento. La mia gioia cresce insieme alla mia presa di coscienza che l’ordine è un sacramento destinato, come il matrimonio, al servizio della comunità ecclesiale, non a un semplice privilegio individuale, affinché Dio possa essere Tutto in tutti (1Cor 15,28).

Chiedendo alla Trinità la grazia di poter entrare continuamente nella sua Vita d’Amore vivo questo tempo nella semplicità della mia vita.

Carissimo Leopoldo, ti accompagniamo con la preghiera e ringraziamo con gioia il Signore insieme a te, perché attraverso il tuo “sì” vediamo un segno della sua cura per tutti noi.

 



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