L’Europa sta terminando le scorte di pesce

Sulle nostre tavole ce n’è di più di quanto se ne possa pescare in mare o allevare
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Astorino Pasta – Banner News

Dagli oceani arrivano due segnali di allarme: il primo è stato pubblicato dalla FAO nel rapporto “Sofia” che evidenzia il drammatico stato in cui versano i nostri oceani. Circa il 33% degli stock ittici globali è in stato di sovrasfruttamento e circa il 60% viene pescato al massimo della propria capacità.

Nonostante l’incremento annuale del consumo di pesce a livello globale (3,2%) abbia superato la crescita della popolazione (1,6%), più di 800 milioni di persone continuano a dipendere da questa risorsa per la propria sopravvivenza, come fonte di cibo, guadagno e sostegno, sia nella pesca che per l’allevamento.

Il secondo segnale è la fine ‘simbolica’ per l’Europa delle proprie scorte di pesce: per tutto il resto dell’anno, l’Europa dipenderà dalle importazioni di pesce, crostacei e molluschi per soddisfare la richiesta dei consumatori della regione. Sulle nostre tavole c’è infatti più pesce di quanto se ne possa pescare nei nostri mari o allevare nei nostri impianti di acquacoltura.