Lifestyle / Mangiare cibi croccanti riduce le calorie, combatte lo stress e aiuta la digestione

Lifestyle / Mangiare cibi croccanti riduce le calorie, combatte lo stress e aiuta la digestione

Masticare con calma, ascoltando il suono del cibo che si scioglie in bocca fa mangiare meno, rilassa i nervi e fa godere appieno del piacere della croccantezza. Secondo diversi studi scientifici, infatti, la croccantezza è tra i segreti del benessere e può aiutare a superare anche la prova costume.

I cibi croccanti infatti vanno a ruba anche tra i consumatori: nel 2021, sulla base dei dati dell’Osservatorio Immagino GS1 Italy 2022, sono stati i più venduti (+3,2%) nel segmento della texture dei prodotti.

“Il benessere è un fattore sempre più ricercato dai nostri clienti: grazie allo sviluppo di prodotti sani e croccanti è possibile migliorare il livello qualitativo della vita”, afferma Federica Bigiogera, marketing manager di Vitavigor.

Anche l’orecchio vuole la sua parte. E, se viene accontentato, come dimostrato dagli studiosi di tutto il mondo l’udito sorprendentemente può risultare un valido alleato per ritrovare la forma perduta in vista dell’ormai imminente prova costume.

Infatti, le persone mangiano di meno se ascoltano il suono della masticazione del cibo. A dirlo è uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della Brigham Young University e della Colorado State University, pubblicato sulla rivista americana Food Quality and Preference: durante i test i volontari che sono riusciti ad ascoltare il rumore della masticazione del cibo, sono stati anche quelli che hanno consumato una porzione minore di snack croccanti (2,75 contro 4), consumando un 30% di calorie in meno rispetto a chi invece era disturbato da suoni e rumori di sottofondo esterni quali tv, radio e musica negli auricolari.

A seconda del tipo di snack, il rumore della masticazione può raggiungere anche i 63 decibel, più del suono prodotto da una normale conversazione (60 decibel) e dal fruscio delle foglie (20 decibel). Una sensazione questa denominata dagli studiosi “crunch effect”.

“Il suono del cibo è un importante spunto sensoriale nell’esperienza alimentare, ma troppo spesso i consumatori e i ricercatori ne trascurano gli effetti benefici”, afferma Federica Bigiogera, marketing manager di Vitavigor.

Il cibo, però, non affascina solo con il suo odore, il suo aspetto o il suo sapore ma anche attraverso il suono: infatti, tutti i prodotti croccanti sono come una musica per i sensi. Infatti, contengono significati specifici per il nostro cervello come ha dimostrato uno studio condotto da Charles Spence, psicologo sperimentale dell’Università di Oxford, secondo cui qualsiasi prodotto gustoso e croccante viene elaborato dal nostro cervello come sano.

Addirittura, secondo uno studio pubblicato su Appetite, la semplice lettura della parola “croccante” sulla confezione o nelle varie pubblicità può influire positivamente sul gradimento di un consumatore prima ancora che questi abbia effettivamente assaggiato e gustato il prodotto.

Gli effetti benefici della croccantezza, secondo un’altra ricerca condotta dall’università americana Ball State University, si estendono anche sulle persone stressate che in questi momenti desiderano mangiare prodotti croccanti, con un aumento della produzione di serotonina che ha un effetto calmante e rilassante sulla psiche delle persone.

C’è ancora un altro dato affascinante che spiega perché abbiamo una predilezione per i cibi croccanti: ogni prodotto che si può sgranocchiare, infatti, richiede un tempo maggiore di masticazione e ciò consente un incremento della consapevolezza e piacere nel consumo di cibo, prevenendo gli episodi di sovralimentazione oltre che di cattiva digestione.

Il suono è tipicamente etichettato come il senso dimenticato del cibo e mascherare il rumore degli alimenti masticati, ad esempio guardando la TV durante i pasti, elimina uno dei sensi legati al cibo, portando ad un suo maggiore consumo. Diversi studi scientifici hanno dimostrato la correlazione deleteria fra le maggiori quantità di cibo ingerito e gli schermi accesi durante i pasti, rispetto a pranzi o cene senza distrazioni di alcun genere.