Lista ricusata a Cutro, Sulla: “Pronti a intraprendere iniziative legali”

Lista ricusata a Cutro, Sulla: “Pronti a intraprendere iniziative legali”

All’esito di una valutazione compiuta in seno alla lista elettorale “Cutro il nostro partito”, abbiamo deciso di indire l’odierna conferenza stampa, convinti che non si sia riflettuto sufficientemente sulla grave situazione venutasi a creare a Cutro in occasione della presentazione delle liste per l’appuntamento elettorale del 27 novembre scorso, quando, a causa della ricusazione di due delle tre liste presentate, è stato modificato, di fatto, il corso degli eventi politico-amministrativi del paese.
Riteniamo, infatti, che quanto accaduto meriti un ben altro approfondimento e un definitivo chiarimento, non tanto nell’interesse dei singoli attori della vita politica, ma nell’interesse della collettività, che ha il diritto di vedere appurata la verità dei fatti.

Com’è noto, il motivo della ricusazione della lista, che proponeva alla guida l’on. Francesco Sulla, è legato all’orario di presentazione della stessa: la Segretaria comunale, ha indicato, infatti, nelle ore 13.10 l’orario di ricezione della lista e, dinnanzi all’osservazione, da parte dei presentatori, sul fatto che tale orario non corrispondesse a quello del loro arrivo in Municipio e del contestuale deposito del plico elettorale, ha dichiarato di non preoccuparsi perché avrebbe, separatamente, allegato l’attestazione che indicava nelle ore 11.20 tale orario di arrivo.

La Commissione elettorale circondariale, organo deputato al vaglio di ammissibilità delle liste, sostiene, invece, di non aver mai ricevuto tale attestazione e di essersi dovuta basare, quindi, unicamente, su quanto riportato nella ricevuta della Segretaria e cioè sull’orario delle 13.10 che corrispondeva all’ora finale delle operazioni, e non a quella iniziale, come avrebbe dovuto essere, non disponendo di altri elementi e precisando testualmente, in una nota di controdeduzioni inviata al Consiglio di Stato, che alla ricevuta della Segretaria comunale non era allegata alcuna altra dichiarazione.

Nella dichiarazione, stilata dai funzionari dell’ufficio elettorale, si dava correttamente atto, invece, che il ritardo era dipeso esclusivamente da ragioni imputabili all’ufficio elettorale, in quanto vi era stato un malfunzionamento del software nel rilascio dei certificati elettorali, oltre che alle attività di presentazione della lista precedente, ma su questo – si ribadisce – la Commissione elettorale sostiene di non aver potuto eseguire alcuna valutazione, in quanto non messa nelle condizioni di poterlo fare.
Ora, tra due versioni così palesemente contrastanti (che ruotano attorno all’effettiva consegna o meno di questo documento attestante l’orario di arrivo in Municipio), è chiaro che la cittadinanza merita di sapere come stanno realmente le cose e di pretendere un chiarimento formale e pubblico.
Siamo, infatti, davanti a questa paradossale situazione: la Segretaria comunale attesta di aver consegnato il documento alla Commissione elettorale, ma quest’ultima nega di averlo ricevuto.

Di certo c’è solo che i presentatori della lista non hanno alcuna responsabilità in tutto questo e che però a pagarne il prezzo è stata solo la lista. Cosa del tutto inaccettabile! È chiaro, quindi, che, trovandoci davanti ad organi che rivestono un ruolo istituzionale di primo piano, e che hanno in mano le sorti della vita democratica di una comunità (in quanto gestiscono i procedimenti elettorali), non si può “lasciar correre” una contraddizione tanto palese e di una gravità inaudita.
Siccome, per quanto ci riguarda, non abbiamo nessuna intenzione di promuovere azioni rivolte a contestare l’esito della competizione elettorale, sul quale abbiamo sempre svolto considerazioni esclusivamente politiche e di opportunità, questo ci preclude la possibilità di sporgere querela di falso in sede civile.

L’unico strumento che ci rimane è la querela volta ad accertare la sussistenza di responsabilità penali per il reato di falso nelle attestazioni rese dalla Segretaria comunale.
Poiché ci rendiamo conto che l’eventuale accertamento di tale reato potrebbe avere delle ripercussioni personali, che non è nostra intenzione perseguire (ma che perseguiremo solo se costretti, a difesa dell’onorabilità degli interessati e dell’interesse collettivo), abbiamo deciso di concedere un breve lasso di tempo affinché la Segretaria comunale o la Commissione elettorale chiariscano, in modo pubblico, la versione effettiva dei fatti.

Dopodiché, in mancanza di questo chiarimento, saremo costretti ad intraprendere le iniziative legali del caso.