Crotone, liste d’attesa: cresce del 183% l’attività del CUP, forte accelerazione per smaltire l'arretrato
L’aumento delle prestazioni prenotate ed erogate dall’ASP crotonese segna un’accelerazione nella gestione delle richieste
Crotone - La sanità calabrese si trova davanti a una sfida decisiva: ridurre i tempi d’attesa per visite specialistiche ed esami diagnostici, migliorando l’organizzazione dei servizi e garantendo ai cittadini un accesso più rapido alle prestazioni. Se a livello regionale emergono alcune criticità nel rispetto dei tempi massimi, l’Azienda sanitaria provinciale di Crotone registra un’accelerazione nella gestione delle prenotazioni attraverso il Centro unico di prenotazione (CUP).
Calabria, il nodo dei tempi d’attesa
La Regione Calabria è impegnata nell’attuazione del Piano regionale di governo delle liste d’attesa (PRGLA) 2025-2027, approvato con il decreto del commissario ad acta n. 42 del 27 febbraio 2026. Il nuovo Piano nazionale 2026-2028, entrato in vigore alla fine di agosto, richiede inoltre un aggiornamento del quadro regionale entro dicembre 2026.
I monitoraggi nazionali relativi ai primi nove mesi del 2025 e del 2026 evidenziano un peggioramento nel rispetto dei tempi massimi di erogazione delle prestazioni. La flessione è pari al 2,7% per le prime visite e al 2,1% per gli esami diagnostici.
Tra gli aspetti più rilevanti emerge anche il ricorso alla classe di priorità P, riservata alle prestazioni programmabili da erogare entro 120 giorni. In Calabria, secondo i dati riportati nell'analisi, il 66% delle prime visite viene prescritto con questa classificazione, a fronte di una media nazionale del 34,9%.
Una differenza significativa che solleva interrogativi sull'appropriatezza prescrittiva e sulla corretta attribuzione delle priorità. Un utilizzo eccessivo della classe programmabile, infatti, rischia di allungare i tempi di accesso alle prestazioni e di rendere più difficile la gestione complessiva delle agende.
Dal canto suo, la Commissione Sanità regionale sottolinea che, nonostante il peggioramento rispetto al 2025, le percentuali di prestazioni erogate in Calabria per le prime visite rimangono superiori o in linea con quelle registrate in diverse altre regioni italiane.
ASP Crotone, aumenta l’attività del CUP
Sul fronte provinciale, l’Azienda sanitaria provinciale di Crotone, guidata dal direttore generale Antonio Graziano, registra segnali di accelerazione nella gestione delle prenotazioni e nel tentativo di ridurre l’arretrato.
Nei primi mesi del 2026, secondo i dati riportati nell’analisi, le prestazioni prenotate ed erogate attraverso il CUP sono aumentate del 183%, con oltre 9.000 appuntamenti gestiti in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Un incremento significativo, che indica un’intensificazione dell’attività di prenotazione e organizzazione delle prestazioni.
Un altro elemento riguarda la digitalizzazione dei servizi sanitari. L’infrastruttura informatica e l’implementazione del Fascicolo sanitario elettronico (FSE) avrebbero raggiunto livelli elevati rispetto agli obiettivi regionali, favorendo la tracciabilità delle prescrizioni e semplificando alcune procedure amministrative.
Priorità cliniche e criticità della radiologia
La gestione delle liste d’attesa si basa sulle classi di priorità indicate dal medico prescrittore: urgente (U), breve (B), differibile (D) e programmabile (P). L’obiettivo è garantire che le prestazioni siano erogate rispettando le condizioni cliniche dei pazienti e i tempi previsti per ciascuna categoria.
Nell’ASP di Crotone, particolare attenzione viene riservata alla radiologia diagnostica, un settore storicamente caratterizzato da carichi di lavoro rilevanti, soprattutto per esami come TAC e risonanze magnetiche.
La maggiore attività del CUP costituisce un elemento positivo sul piano organizzativo, ma resta fondamentale verificare la disponibilità effettiva delle agende e la capacità di garantire gli esami entro i tempi previsti.
Tra progressi e criticità, la sfida resta aperta
Il quadro che emerge presenta quindi luci e ombre. A livello regionale, la presenza di un piano strutturato rappresenta un punto di partenza, ma il calo nel rispetto dei tempi massimi e il ricorso elevato alla classe P evidenziano la necessità di intervenire sull’organizzazione delle prestazioni e sull’appropriatezza delle prescrizioni.
A Crotone, invece, l’incremento del 183% dell’attività del CUP e i progressi nella digitalizzazione indicano una maggiore capacità di gestione delle prenotazioni.
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