Livadoti: «Il nostro compito è far esplodere la voglia di città»

Livadoti: «Il nostro compito è far esplodere la voglia di città»

Il nuovo presidente dell'Ordine degli Architetti ha le idee chiare sul contributo che i professionisti possono dare al territorio

Ripartenza… Si apre una nuova fase per l’Italia, una fase che sarà concentrata su progetti, finanziamenti, idee e rigenerazione urbana, e anche i professionisti crotonesi ripartono con una nuova organizzazione e un nuovo presidente.

Francesco Livadoti, 40 anni, è il nuovo presidente dell’Ordine degli Architetti.

Dopo più di un anno di chiusure causa pandemia, la nazione vuole vivere la sua ripartenza, contemporaneamente si apre un nuovo corso per l’ordine degli architetti della provincia di Crotone.

L’ordine, come tutti gli altri organi professionali, come le associazioni di categoria e come il mondo del lavoro in generale, ha subito un impatto importante a causa del Covid. I nostri locali sono stati chiusi dal primo lockdown. Noi ci siamo trovati, improvvisamente, in un’ interruzione delle nostre attività. Anche all’interno dell’ordine eravamo impegnati con un bel lavoro che stava portando avanti il precedente consiglio, anche su tematiche importanti per la città, ma abbiamo dovuto fermare tutto. A maggio il mandato del precedente consiglio è scaduto e ci siamo trovati a dover indire nuove elezioni, che ci hanno posto immediatamente davanti ad una scelta: votare in presenza o online. Dopo un anno e mezzo di chiusura e di blocco dell’attività all’ordine, abbiamo deciso, anche per ridurre il rischio di contagi, di attivare il voto su una piattaforma online, messa a disposizione dal Comitato Nazionale. Il consiglio uscente si è fatto carico del lavoro propedeutico al voto, per consentire a tutti i colleghi di esprimere le proprie preferenze. Abbiamo così indetto le elezioni e neanche a dirlo è stata una grande prova di democrazia e di partecipazione al voto, con più del 75% degli aventi diritto che hanno espresso il proprio voto. Un risultato che va ascritto al presidente Danilo Arcuri e al suo consiglio, di cui facevo parte anche io.

In questo periodo di chiusura, una partecipazione di questo livello è un bel segno.

Un risultato importante che ha consentito a tanti colleghi del territorio, soprattutto per quelli che abitano in provincia, che in passato hanno preferito non votare, di partecipare a questo importante momento, partecipazione ancora più ampia grazie allo strumento informatico, che ha consentito a tutti quei colleghi che, in questo periodo, abitano fuori dalla nostra provincia e molti anche fuori regione, di poter votare.
Il consiglio nato da questo voto è equamente rappresentato, non solo come genere (sono cinque uomini e quattro donne) ma anche come territorio, ci sono componenti del Consiglio che vengono dall’area nord della nostra provincia, dall’area sud e dal capoluogo.

Che ruolo vuole ricoprire l’ordine in questa nuova fase?

Il problema, dopo questo ultimo anno e mezzo è il lavoro. Sull’edilizia privata riscontriamo un rallentamento della fase documentale legata all’amministrazione comunale, su cui pesa un organico troppo scarno per le esigenze degli uffici. Dal punto di vista delle opere pubbliche, cantieri aperti non ne vedo. Tutti aspettavamo l’inizio del grande progetto “Antica Kroton”, ma, per quanto abbiamo appreso dalle dichiarazioni sulla stampa, siamo in fase di rimodulazione.

La rimodulazione non è stata presentata all’ordine?

Ad oggi no, non ci è stata presentata e non è stato richiesto il nostro contributo, e questo è un argomento su cui il nostro ordine, ma tutti gli ordini dovranno provare a incidere. Che poi è uno dei compiti che noi ci poniamo come architetti: quelli di essere da pungolo verso l’amministrazione e verso la città. Aprirsi al confronto è importante per noi e per la città.

E a che punto è il confronto con l’amministrazione Voce?
In realtà è fermo. Abbiamo fatto alcuni tavoli tecnici ma poi si sono fermati. Antica Kroton, PSC, Piano Spiagge, ma anche l’accordo per i tirocini formativi, che potrebbero alleviare il peso di lavoro che grava sugli uffici tecnici dell’ente, sono tutti argomenti che hanno priorità immediata e su cui speriamo di poterci confrontare presto con l’amministrazione comunale.

Ma, in attesa del confronto, almeno gli auguri del sindaco per la sua elezione sono arrivati?

No, ma non importa, o chiamerò io, per iniziare la necessaria interlocuzione.

L’ordine degli architetti in questi anni ha avuto una sua vivacità, la riproporrà?

L’esperienza “studi aperti” è stata molto positiva, l’abbiamo pensata con lo scopo di portare l’ordine fuori dagli schemi classici e fuori dall’ordine stesso, abbiamo voluto dare una pelle diversa alla nostra rappresentanza. Forme di socialità e convivialità consentono anche ai cittadini, non solo ai colleghi o alla politica, di confrontarsi con noi su temi specifici. Questa esperienza va non solo ripetuta ma anche migliorata. E cominceremo facendo un “consiglio aperto”, ci riuniremo coinvolgendo tutti gli iscritti. Apriamo l’ordine per far esplodere la voglia di città.

Gianfranco Turino