L’Università della Calabria alla Mostra Gaele Covelli

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L’Accademia delle Belle Arti di Catanzaro e l’Università della Calabria, insieme al Liceo Artistico di Crotone, martedì 9 marzo hanno partecipato alla giornata di Studi, presso la Casa della Cultura, sulla figura dell’artista crotonese Gaele Covelli. Il palazzo del Comune ospita, infatti, la mostra con alcuni dipinti, fotografie e manoscritti appartenenti al pittore, curata dalla dott.ssa Melissa Acquesta. Ospiti della giornata di studi il prof. Leonardo Passarelli, docente di Arte Moderna e Contemporanea presso l’Università della Calabria, la prof.ssa Maria Saveria Ruga, Accademia delle Belle Arti di Catanzaro, i quali, insieme alla dott.ssa Acquesta, hanno tenuto un seminario sull’arte figurativa del Covelli, nato a Crotone nel 1872 e trasferitosi giovanissimo a Napoli, dove entra in contatto con il Verismo partenopeo iscrivendosi all’Accademia delle Belle Arti.

«I segnali in cui si gettano le basi per una nuova collezione sulle opere del Covelli ci fa ben sperare – ha detto la professoressa Rugasia per gli addetti al settore che per gli studenti per conoscere l’arte del territorio che non deve essere chiusa in se stessa ma deve sempre confrontarsi con studi più ampi nella nostra regione. E un modo per far interagire le ricerche in corso all’accademia e all’Unical, facendo venire gli studenti a Crotone in questa giornata di studi. Covelli si è imposto nel genere della ritrattistica, grazie anche ad un soggiorno effettuato a Londra, e dunque è diventato attore partecipe del clima espositivo internazionale». Le opere di Gaele Covelli, oltre il nucleo a Crotone di acquisiti e donazioni, al Marca di Catanzaro è conservata una tela, Verso l’ignoto. L’idillio fugace è nella collezione del Mambo di Bologna, altre tele nel Comune di Catanzaro e Reggio Calabria: «questi sono tanti nodi da riagganciare, pensando all’arte del Covelli fuori dal territorio» ha concluso.

Presente anche l’assessore alla Cultura Valentina Galdieri: «una giornata in cui gli studenti terranno una lezione con i loro docenti all’interno della galleria, approfittando dell’esposizione per vedere ciò che loro hanno studiato sui libri universitari. Un modo per portare l’Università a Crotone».

«Osservare la sala piena di giovani fa piacere – ha affermato il professor Passarelli vedo che a distanza di un secolo le cose sono cambiate, perchè c’è interesse. Gaele Covelli è una testimonianza del fatto che l’arte non è regionalistica, non è calabrese, non è veneziana o ad esempio milanese. Pensiamo che fu costretto a lasciare la sua terra per andare a studiare a Napoli e poi a Firenze dove ebbe dimora. L’arte è sempre il riflesso della sua epoca, infatti Gioie Materne del Covelli rappresenta una madre che sta allattando il proprio figlio all’interno di un vagone, e capiamo subito che siamo all’inizio del Novecento e fa riferimento alla condizione sociale della regione, e allo stesso tempo ci mostra un aspetto gioioso, come il sorriso della figura materna, illuminata dal sole del finestrino, e dietro la figura del chitarrista che intona una canzone».