L’U.O. di Neonatologia – T.I.N. di Crotone si illuminerà di viola nella giornata del prematuro

Il 17 novembre l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), come ogni anno, invita a riflettere sul tema della nascita prematura con l’istituzione della Giornata Mondiale del Neonato Prematuro.

In questo giorno – scrive in una nota il Dott. Enzo Poerio, Dirigente Medico U.O.C. Neonatologia-T.I.N. dell’ospedale San Giovanni di Dio di Crotone – la comunità scientifica e non solo neonatologica si inchina di fronte al neonato pretermine che diventa il centro dell’universo-infanzia.

Si ricordano le difficoltà delle famiglie che vivono l’esperienza di un figlio prematuro e si celebrano i progressi e i successi della Neonatologia e della Medicina cui il neonato prematuro con le sue peculiarità cliniche e assistenziali quotidianamente fa da volano e da stimolo nel passato, nel presente e come “abitante del futuro”.

È questa una giornata ricca di eventi e di attività promossa dalle tante organizzazioni internazionali che si occupano del tema con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sulle difficoltà e i sui rischi di un parto prematuro.

Ogni anno circa 15 milioni di bambini nascono prima del termine, cioè prima della 37ma settimana di età gestazionale e ben un milione non sopravvive. La prematurità è un fenomeno globale che interessa il 5% delle nascite nei Paesi più sviluppati e fino al 18% in alcuni Paesi in via di sviluppo.

Le nascite pretermine e il basso peso alla nascita sono la prima causa di mortalità neonatale e a livello globale rappresentano la seconda causa di mortalità infantile. Queste cause, sottolinea l’OMS, possono essere prevenute migliorando l’assistenza e le cure prima e dopo il parto sia per le madri che per i neonati.

I bambini nati prima del termine, in generale, presentano un più elevato rischio di complicazioni per la salute e condizioni croniche che possono avere un impatto sul loro sviluppo futuro e sulla vita di relazione. In questa nostra epoca in cui il calo demografico rappresenta una costate a tutte le latitudini il neonato prematuro, la sua sopravvivenza e la qualità della sua vita rappresentano di per sé un bene prezioso per la famiglia e di riflesso per la società.

Pochi Paesi Europei hanno messo in atto politiche mirate all’assistenza specifica per i neonati e, nei luoghi in cui queste strategie sono state attuate, il tasso dei neonati pretermine è al di sotto della media europea.

In Italia ogni anno nascono prima del termine circa 40 mila neonati ovvero il 6.9 % dei nati vivi e la Società Italiana di Neonatologia (SIN) sottolinea che l’assistenza mostra livelli qualitativi non inferiori a quelli di altri Paesi Europei e Oltreoceano pur restando ancora troppe le differenze tra le regioni.

Il riconoscimento dei diritti del neonato prematuro è sancito dalla Carta dei Diritti del Bambino Nato Pretermine approvata con grande lungimiranza dal Senato della Repubblica Italiana il 21 dicembre del 2010 con l’obiettivo di tutelare i diritti inalienabili di un bambino che, anche se nato prematuro, deve essere considerato una persona che ha bisogno di attenzioni, assistenza e cure altamente qualificate.

Allo stesso tempo questo documento esprime vicinanza e sostegno ai genitori di questi bambini. Su questa falsariga l’U.O. di Neonatologia – T.I.N. di Crotone, pur in un momento difficile della sua storia, partecipa con immutato entusiasmo insieme alle Neonatologie Italiane a questa Giornata Mondiale nel Neonato Prematuro nella consapevolezza di una ritrovata identità storica e culturale sancita da un prodigioso percorso scientifico, organizzativo e assistenziale, in cui l’umanizzazione delle cure rappresenta il valore aggiunto e la punta di diamante per affrontare le sfide e i nuovi linguaggi della medicina moderna e dell’inarrestabile progresso scientifico.

Il Reparto di Neonatologia di Crotone in occasione di questo evento si illuminerà di viola, il colore simbolo della prematurità, sulla scia di quanto faranno le Neonatologie di tutto il mondo in omaggio al neonato prematuro.

In questo giorno-simbolo i Dirigenti Medici, le Infermiere, le Puericultrici e le OSS del nostro Reparto si stringono idealmente intorno a tutti i neonati prematuri che lottano per la vita, ai loro genitori coinvolti attivamente in questa lotta, ai Neonatologi e alle Infermiere delle Neonatologie di tutta l’Italia che si impegnano per loro senza riserve di alcun genere per il solo amore della nostra professione.

Il pensiero ricorrente, oserei dire il cruccio, di tutti i Neonatologi è infatti quale sia il fine teleologico, cioè il finalismo, della nascita pretermine nell’ordine della natura, della storia, della religione e della vita individuale.

Possiamo solo dire che la storia di un neonato prematuro è la storia corale di tanti genitori che hanno percorso questo cammino, di altri che lo hanno appena intrapreso, di chi lotta al loro fianco per la vita dei loro figli, piccoli nati prima della loro alba fisiologica, che hanno combattuto e combattono per rimanere su questa terra con tutte le loro energie.

E anche in questo difficile e perdurante momento storico in cui l’emergenza sanitaria legata alla pandemia da Covid-19 si associa inevitabilmente a quella umanitaria ed economica nonché al tema antico della guerra tra i popoli, riflettere sul tema delle la nascita prematura induce a ripensare a quello antico della lotta per la sopravvivenza!

L’essere umano, a volte, fin dal momento in cui viene al mondo è chiamato ad affrontare e a superare sfide in cui altri essere umani, a loro volta, sono chiamati di fronte al tribunale della vita e devono con l’aiuto della coscienza individuale, della scienza, della tecnologia e di Dio, porsi al servizio dell’umanità diseredata e dell’ “abitante del futuro” più indifeso e misconosciuto ma assolutamente il più prezioso: il neonato prematuro.

Auguri a Te piccolo bambino dai mille destini, dalle mille avventure, dalle mille sofferenze, dalle mille gioie ma con un solo volto e un solo sguardo: quello della fierezza, della forza e dell’attaccamento alla vita. Un inno alla resistenza e alla speranza di cui sono capaci solo gli essere umani fin dal loro primo giorno di vita».