Maltempo, Corap: «poco è stato ripristinato»

Maltempo, Corap: «poco è stato ripristinato»

A seguito del sopralluogo effettuato a febbraio, il Dipartimento della Protezione Civile non ha riconosciuto lo stato di emergenza. Secondo il nuovo codice della Protezione civile, entrato in vigore a gennaio del 2018, la dichiarazione dello stato di emergenza avviene all’avvio delle attività di soccorso e di assistenza alla popolazione, dunque al verificarsi degli eventi. Nessuna perlustrazione è stata effettuata nell’immediatezza e quello accaduto dopo quel giorno di forte maltempo, è cronaca. Gli imprenditori si sono fatti carico della ripresa delle loro attività, rimboccandosi le maniche e riaprendo i battenti nonostante i danni. Questa mattina se n’è discusso questa mattina nella sala consiliare del Comune di Crotone durante un tavolo tecnico al quale hanno preso parte il sindaco Ugo Pugliese, l’assessore alle Attività Produttive del Comune Sabrina Gentile, l’assessore alla Protezione Civile Telemaco Pedace,  l’onorevole Flora Sculco, le Associazioni di Categoria   e gli imprenditori.

L’amministrazione Pugliese ha proposto la relazione unica sottoscritta dal Comune e Associazioni di Categoria che rappresenta al Mise e al Ministero del Sud le conseguenze subite dal tessuto imprenditoriale crotonese a seguito degli eventi calamitosi del mese di Novembre anno 2018. Specificando, quindi, i settori produttivi coinvolti, gli effetti in termini di indotto, le conseguenze sul livello occupazionale,  i danni strutturali per tutte le singole imprese. Ha preso la parola anche Fabio Riolo, delegato della Corap, impianto di depurazione consortile  ubicato nell’agglomerato industriale di Crotone, che ha subito danni: «A seguito dell’evento catastrofico poco è stato ripristinato per la mancanza di fondi. A parte la sezione del Taf, trattamento di acque rifalde,  che è stato ripristinato, tutta la parte gestionale del chimico-fisico e del biologico necessita di ripristini per lo stato dei luoghi. Chiaramente il trattamento biologico e chimico fisico viene effettuato a norma di legge, ma tutto ciò che era allo stato dei luoghi prima del 25 novembre non è stato ripristinato. Ci saranno altri problemi anche in considerazione del fatto che è previsto chiaramente dell’arrivo di 250 metri cubi  dei reflui civili della città di Crotone, in queste condizioni noi non siamo in grado di riceverli».