Martedì la Sacra Effigie attenderà i crotonesi sulla porta del Duomo

Martedì la Sacra Effigie attenderà i crotonesi sulla porta del Duomo

 “Capo Colonna t’offre il suo nome, Capo Colonna sacro è per te”. È il canto di antica devozione crotonese alla Madonna di Capo Colonna. Risuona nel mese mariano, a maggio, nella Basilica Cattedrale quando la Patrona della nostra città viene accompagnata dal suo altare verso la navata centrale del Duomo. E così, dopo un mese, il 31 maggio, viene riaccompagnata nella sua Cappella. È l’Icona che il 1 giugno del 1519 venne bruciato dai Turchi sul promontorio di Capo Colonna dopo averla rubata dalla Chiesetta dove veniva custodita. Ma invano. Approdarono a Crotone e, alla vista dell’Icona, tentarono di darle fuoco. Intimiditi e scoraggiati, gettarono nelle acque del Mar Jonio la Tela raffigurante la Vergine, che fu ritrovata poi da un contadino, Agazio Morello, e custodita per anni in una cassapanca. E nel cinquecentenario la Chiesa crotonese vivrà questo rapporto filiale che lega i figli di Crotone con la loro Patrona, diventando essi stessi, come asserito dal rettore della Basilica Cattedrale don Serafino Parisi, «attori protagonisti del nostro territorio. L’ispirazione a Maria deve essere lo stimolo a diventare davvero attori del nostro futuro, la dimensione della Fede ci dice di guardare alla realtà». Quest’anno il mese mariano si concluderà l’uno giugno proprio per ricordare la razzia dei Turchi nel promontorio Lacinio: «Quest’anno a Capo Colonna ci andremo due volte – ha detto Mons. Pancrazio Limina, presidente del Capitolo Cattedrale – tradizionalmente la prima domenica con il pellegrinaggio notturno dalla cattedrale e arriva a Capo Colonna e rientra con i buoi, e ci andremo il primo giugno con il quadricello, con un altro pellegrinaggio, questa volta in macchina, perchè proprio il 1 giugno del 1519 i turchi sbarcarono sul promontorio dando fuoco all’Icona». Questo evento particolare sarà solennizzato, all’arrivo sul promontorio, con una coreografia che mima il gesto dei turchi verso la Tela.

La coreografia sarà curata dalla scuola di Danza di Crotone Maria Taglioni, e la cronaca dell’evento sarà affidata ai fratelli Gallo del Teatro della Maruca: «quel giorno è un sabato e quindi tradizionalmente la messa sabatina che noi celebriamo in cattedrale, la celebreremo a Capo Colonna perchè lì è avvenuto tutto, e così questo evento celebrato in maniera straordinaria e inoltre, il dono dell’indulgenza giubilare che è stato concesso dalla Santa Sede dona una durata più estesa fino al primo giugno, concludendo il mese mariano con questa memoria, con questa devozione da cinquecento anni alla Mamma Grande» ha concluso Mons. Limina. Secondo la storia, il Quadro miracolosamente non si bruciò e, tempo dopo, fu ritrovato dal contadino. L’Immagine fece il giro delle Chiese di Crotone fino a quando non costruirono la Chiesa della Cattedrale: «Quest’anno ricordiamo questo evento della storia della Madonna – ha aggiunto don Bernardino Mongeluzzi, rettore del Santuario di Capo Colonna – continuando la devozione filiale che questo popolo ha verso la Grande Madre, poichè non risale certo a cinquecento anni fa, ma il culto verso questa Madre ha ben tremila anni. Prima Teti, poi Hera Lacinia e poi la Madonna di Capo Colonna. Ecco perchè il riferimento continuo alla Madre, ed ecco perchè a Crotone la Madonna è la Mamma Grande». Il Promontorio nella terza domenica di Maggio e nel primo giugno accoglieranno diversi momenti di fede e devozione. E, ben giorni prima, diverse scolaresche saranno accompagnate dai propri insegnanti in Duomo per l’omaggio floreale alla Madonna. Durante la processione, mano nella mano con i loro genitori, guarderanno con il naso all’in su i bigliettini “Evviva Maria” che piovono dai balconi, unendosi ai petali di rosa lanciati al passaggio della Vergine di Capo Colonna. Come detto da don Serafino, i protagonisti del territorio sono i crotonesi che, ogni anno, si mettono in cammino. A fianco della Madonna. «La sottolineatura che vogliamo dare quest’anno è il passare da una affidamento quasi magico, diciamo così, ad una proposta attiva nella nostra terra. Passare nelle strade con il Quadro di Maria è offrire la testimonianza che nelle strade del mondo può essere portato l’esempio dato da Maria, così come lei ha letto la storia e servito la storia con occhi rinnovati. Lavorare per la redenzione del territorio».