Medico aggredito a Crotone, ANAAO: «Ora basta, servono azioni»

Solidarietà al cardiologo Antonio Sulla del San Giovanni di Dio. Saragò: «Violenza figlia di carenze croniche e reparti insicuri»

A cura di Redazione
12 febbraio 2026 12:35
Medico aggredito a Crotone, ANAAO: «Ora basta, servono azioni» - Redazione
Redazione
Condividi

L’ANAAO ASSOMED esprime piena e convinta solidarietà al dottor Antonio Sulla, cardiologo in servizio presso il reparto di Cardiologia dell’ospedale San Giovanni di Dio di Crotone, vittima nei giorni scorsi di una grave aggressione mentre svolgeva la propria attività assistenziale. Un episodio che riaccende i riflettori sulla sicurezza nei reparti e sulle condizioni di lavoro del personale sanitario.

«Siamo di fronte a un episodio gravissimo – dichiara Antonio Saragò, segretario aziendale e consigliere nazionale ANAAO ASSOMED – che colpisce un medico mentre è impegnato a garantire cure e assistenza. A nome di tutta l’organizzazione esprimo la nostra piena vicinanza al dottor Antonio Sulla».

Il professionista sarebbe stato aggredito da un familiare di un paziente nel corso del turno di servizio, in un contesto già segnato da criticità organizzative e assistenziali. Solo grazie alla prontezza e alla lucidità del medico si sarebbero evitate conseguenze più gravi. Dopo l’accaduto, il dottor Sulla ha dovuto fare ricorso alle cure del pronto soccorso dello stesso ospedale.

«Ancora una volta – prosegue Saragò – ci troviamo davanti a fatti che qualcuno continua a definire isolati, ma che in realtà sono il sintomo evidente di una situazione ormai fuori controllo. Le aggressioni ai medici sono il prodotto di carenze croniche di personale, turni estenuanti, sovraffollamento e condizioni di lavoro che rendono i reparti luoghi sempre più insicuri».

Il sindacato parla di una realtà non più sostenibile, denunciando come i professionisti siano costretti a operare tra violenze fisiche e psicologiche e, allo stesso tempo, a garantire un servizio essenziale in condizioni di evidente insicurezza. «Non siamo soldati di trincea né ammortizzatori sociali di un sistema che scarica sulle spalle dei professionisti sanitari le proprie inefficienze», sottolinea Saragò.

Aggredire un medico, ribadisce l’ANAAO ASSOMED, significa colpire l’intero Servizio sanitario pubblico e uno degli ultimi presìdi di tutela del diritto alla salute, soprattutto in territori già segnati da gravi difficoltà strutturali. «La responsabilità di quanto accade non può più essere ignorata né rinviata», aggiunge il segretario aziendale.

Il sindacato chiede interventi immediati e concreti: maggiore sicurezza nei luoghi di lavoro, applicazione rigorosa delle norme contro le aggressioni, potenziamento degli organici e una riorganizzazione complessiva che restituisca dignità, serenità e sicurezza a chi opera quotidianamente in corsia. «Difendere i medici significa difendere i cittadini. Adesso è il momento delle azioni», conclude Saragò.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui CrotoneOk