Melissa, strage di Fragalà verso il riconoscimento regionale
Il sindaco Luca Mauro annuncia un percorso con Regione e Ufficio scolastico. Presentato il Premio Fragalà per le scuole, dal 2027 aperto agli istituti di tutta la Calabria.
Melissa - I Fatti di Fragalà non possono continuare a rappresentare soltanto un anniversario della comunità melissese. La loro dimensione storica, sociale, artistica e civile appartiene alla Calabria, alla storia dell'Italia repubblicana e al più ampio cammino europeo di affermazione dei diritti. È da questa consapevolezza che il Sindaco Luca Mauro, nel corso delle celebrazioni del 77° anniversario della Strage di Melissa, ha annunciato la volontà di avviare un percorso istituzionale affinché il 29 ottobre ottenga un riconoscimento ufficiale di rilevanza regionale, trasformando una ricorrenza cittadina in un appuntamento culturale, pedagogico e identitario dell'intera Calabria, secondo modalità che saranno individuate dalla Regione.
CON OCCHIUTO E REGIONE PER DARE A FRAGALÀ UNA DIMENSIONE ISTITUZIONALE
L'ambizione – ha sottolineato il Primo cittadino – è quella di avviare un percorso analogo a quello già sperimentato dalla Regione Calabria per la valorizzazione di Luigi Lilio da Cirò e della sua eredità scientifica, riconoscendo questa volta una pagina decisiva della storia sociale del Mezzogiorno. L'Amministrazione intende aprire un'interlocuzione con il Presidente Roberto Occhiuto, con la Regione Calabria e con l'Ufficio Scolastico Regionale, affinché Fragalà possa diventare un riferimento stabile di approfondimento storico, educazione civica e partecipazione delle nuove generazioni. Non si tratta di trasferire semplicemente una commemorazione dal livello comunale a quello regionale, ma di istituzionalizzare un patrimonio di storia e coscienza civile che appartiene all'intera comunità calabrese.
DA NIGRO, ZITO E MAURO UNA PAGINA DI STORIA CHE SUPERA MELISSA
Le celebrazioni di ieri, giovedì 29 ottobre, si sono aperte con la deposizione delle corone di fiori ai monumenti dedicati a Francesco Nigro, Giovanni Zito e Angelina Mauro, le tre vittime dell'eccidio del 1949. Una memoria che ha trovato particolare intensità nella presenza di Francesco Lamanna, all'epoca dei fatti uno dei bambini della comunità, testimone di una stagione che continua a vivere nel racconto delle generazioni. Nel pomeriggio, al Museo del Vino, l'iniziativa ha assunto una dimensione culturale e progettuale. All'evento sono intervenuti, insieme al Primo cittadino, il Vicesindaco e Assessore all'Istruzione Antonella Filosa, il Segretario territoriale della CISL Salvatore Federico e Vincenzo De Luca delle Cantine De Luca. Presenti anche gli studenti delle prime e seconde classi della scuola secondaria di primo grado Giuseppe Del Gaudio di Melissa e Torre Melissa, accompagnati dalle insegnanti Mariangela Garrubba e Clara Caputo.
BORSA DI STUDIO FRAGALÀ, MEMORIA AFFIDATA A CREATIVITÀ STUDENTI
Tra le novità dell'appuntamento, la presentazione della Borsa di Studio Premio Fragalà, attraverso il progetto Dai Fatti di Fragalà ad una nuova narrazione della nostra regione. Il concorso intende superare la tradizionale impostazione commemorativa, invitando gli alunni a reinterpretare quella storia attraverso elaborati testuali, artistici e nuovi linguaggi espressivi, privilegiando creatività, emozioni, pensiero critico e lavoro collettivo. Le borse di studio saranno destinate alle classi vincitrici, e non ai singoli studenti, per valorizzare la dimensione partecipativa dell'esperienza educativa. Il percorso concorsuale si svilupperà fino al 31 gennaio 2027, con una cerimonia pubblica di premiazione prevista per marzo 2027. Il Sindaco Mauro ha inoltre annunciato un ulteriore obiettivo: a partire dall'edizione 2027 il Premio sarà aperto a tutte le scuole della Calabria, coerentemente con l'ambizione di fare di Fragalà un patrimonio pedagogico regionale.
RIFORMA AGRARIA TRA CONQUISTE, CONTRADDIZIONI ED EMIGRAZIONE
Di particolare interesse è stato il momento della presentazione del romanzo La terra non ha memoria, edito da ilfilorosso editore, che ha offerto l'occasione per approfondire le vicende della Riforma Agraria e le profonde trasformazioni della Calabria nel secondo dopoguerra. Dialogando con il comunicatore strategico Lenin Montesanto, l'autrice Francesca Anili ha ripercorso le ragioni della propria ricerca, nata dall'osservazione delle case rurali abbandonate del Marchesato crotonese e sviluppata attraverso documenti parlamentari, testimonianze e fonti storiche. Un racconto capace di restituire la complessità della riforma, le aspettative degli assegnatari e le contraddizioni di una stagione nella quale alla promessa della terra e dell'emancipazione si accompagnò, per molte famiglie, la prospettiva dell'abbandono e dell'emigraione.
DA TRECCANI A OTELLO PROFAZIO, LA MEMORIA ATTRAVERSO L'ARTE
La narrazione ha restituito i Fatti di Melissa anche attraverso il linguaggio dell'arte, grazie alle letture interpretate dalla stessa Francesca Anili e ai riferimenti a Ernesto Treccani, con l'opera pittorica La terra di Melissa, attraverso la quale la vicenda di Fragalà venne trasferita dal terreno della cronaca alla tela. Un percorso che ha richiamato anche Otello Profazio e la sua canzone Melissa, testimonianza della tradizione musicale civile calabrese. Letteratura, pittura e musica si sono così confermate strumenti capaci di custodire e trasmettere la memoria ben oltre la dimensione documentale dell'avvenimento.
RILEGGERE L'EMIGRAZIONE IN UNA CHIAVE REALE: L’OICOFOBIA DI STATO
Tra gli approfondimenti emersi, la riflessione proposta da Lenin Montesanto, che ha definito Oicofobia di Stato la politica dei governi democristiani dell’epoca a guida De Gasperi, avallate di fatto dal Partito comunista italiano, che – ha spiegato il comunicatore strategico - hanno favorito l'abbandono del Mezzogiorno anziché affrontarne le contraddizioni strutturali. Dai decreti del 1944, promossi dal ministro calabrese Fausto Gullo, alle difficoltà di attuazione della riforma agraria, fino alle politiche migratorie, proprio Montesanto ha sollecitato una rilettura critica di quella stagione, interrogandosi anche sul ruolo delle opposizioni e sulla comunicazione istituzionale che incoraggiava le partenze come opportunità di riscatto.
IL RUOLO EMBLEMATICO DELL’ICLE CHE INDEBITAVA GLI EMIGRATI
Emblematico, in questa prospettiva, il caso dell'Istituto Nazionale di Credito per il Lavoro Italiano all'Estero (ICLE) e dei programmi di colonizzazione agricola in America Latina, richiamati dall’Autrice: iniziative nelle quali l'emigrazione poteva tradursi in una nuova dipendenza economica, attraverso anticipazioni finanziarie, debiti e condizioni contrattuali gravose. Un fenomeno da approfondire accanto all'accordo italo-belga del 1946, il cosiddetto patto uomini-carbone, che legava l'invio di lavoratori italiani all'approvvigionamento energetico nazionale. Da qui l'invito a fare di Fragalà anche un laboratorio di ricerca, capace di restituire alle nuove generazioni una lettura più consapevole delle politiche che hanno segnato l'emigrazione meridionale.
1949, UN VINO RICORDA ECCIDIO
Una riflessione condivisa che ha fatto emergere il rovesciamento contemporaneo del rapporto con la terra: da una condizione spesso associata a subordinazione, precarietà e assenza di prospettive, a una nuova stagione nella quale l'agricoltura torna a rappresentare autoimpresa, sostenibilità, valorizzazione delle produzioni e orgoglio territoriale. Come ha testimoniato Vincenzo De Luca, delle omonime Cantine, che con il vino 1949, un Calabria IGP Rosso, ha scelto di trasformare una produzione identitaria in un veicolo di memoria storica. Un'operazione di narrazione territoriale che trova la sua espressione più significativa nella retroetichetta della bottiglia, dove si legge: Questo Vino nasce per ricordare il 29 Ottobre 1949 giorno dell'Eccidio di Fragalà. I contadini Melissesi, occuparono le terre incolte nella zona di Fragalà, protestando contro i ritmi disumani del lavoro agricolo e per le terre che dovevano essere redistribuite secondo le riforme agrarie del dopoguerra. Un’etichetta di valore identitario straordinario che si raccorda perfettamente con la visione del marketing territoriale sostenuta dall'Assessore regionale all'Agricoltura Gianluca Gallo: promuovere insieme i prodotti del territorio e il prodotto-territorio, facendo della qualità produttiva uno strumento di riconoscibilità, consapevolezza storica e valorizzazione della destinazione.
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