Menù perfetto col Made in Italy

Diventa legge l’obbligo di indicare in etichetta l’origine degli alimenti, un passo in avanti verso la valorizzazione dei prodotti della nostra penisola
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In un momento difficile per l’economia italiana, e soprattutto per il comparto agricolo, arriva una buona notizia: diventa legge l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti per valorizzare la produzione agroalimentare nazionale e consentire scelte di acquisto consapevoli ai consumatori contro gli inganni dei prodotti stranieri spacciati per Made in Italy. Soddisfatti gli addetti ai lavori e soddisfatta anche Coldiretti che da sempre si batte per la tutela delle produzioni nostrane.

“L’obiettivo – spiega il presidente della Coldiretti Ettore Prandini – è dare la possibilità di conoscere finalmente la provenienza della frutta impiegata in succhi, conserve o marmellate, dei legumi in scatola o della carne utilizzata per salami e prosciutti fin ad ora nascosta ai consumatori, ma anche difendere l’efficacia in sede europea dei decreti nazionali già adottati in via sperimentale in materia di etichettatura di origine di pasta, latte, riso e pomodori. L’etichettatura di origine obbligatoria è stata introdotta per la prima volta in tutti i Paesi dell’Unione Europea nel 2001 dopo l’emergenza mucca pazza nella carne bovina per garantire la trasparenza con la rintracciabilità e ripristinare un clima di fiducia. Da allora molti progressi sono stati fatti e da allora sempre più persone controllano le etichette di provenienze.


L’ultima tendenza, infatti, sembra essere il cosiddetto sovranismo in tavola. E’ stato infatti registrato un boom del +8,6% in un anno dei prodotti che espongono la scritta “100% italiano” con una confezione di prodotti alimentari su quattro (25,1%) che sugli scaffali dei supermercati richiama l’origine nazionale con scritte e bandiere tricolore. “ L’italianità – sottolinea la Coldiretti – è il fenomeno di maggior richiamo con le vendite dei prodotti alimentari identificati come nazionali che sono arrivate a superare i 6,4 miliardi di euro nell’anno di analisi”.

L’agroalimentare nazionale chiude il 2018 con un bilancio di 5056 prodotti tradizionali censiti dalle Regioni, 294 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg, la leadership europea nel biologico con oltre 60mila aziende agricole bio, 40mila aziende agricole impegnate nel custodire semi o piante a rischio di estinzione e il primato della sicurezza.

Insomma, con il Made in Italy il menù perfetto è assicurato, da nord a sud. In un momento di particolare difficoltà per il settore della penisola, la ricerca di nuovi risvolti sembra passare prima di tutto dalla produzione delle eccellenze, simbolo della qualità e sopratutto della bontà riconosciuta in modo universale in giro per il mondo. L’Italia vuole continuare dunque a ricoprire un ruolo da protagonista con le eccellenze del suo territorio.



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