Migranti a Crotone, DemoS: «La rabbia alimenta solo altra rabbia»

DemoS Crotone interviene sul dibattito relativo alla presenza di migranti costretti a vivere per strada e chiede alle istituzioni di superare la contrapposizione tra sicurezza e dignità umana

A cura di Redazione
25 settembre 2026 10:00
Migranti a Crotone, DemoS: «La rabbia alimenta solo altra rabbia» - Foto: Redazione
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CROTONE – «La rabbia alimenta solo altra rabbia». È questo il punto di partenza dell'intervento di DemoS – Democrazia Solidale Crotone sul clima di crescente tensione che accompagna il dibattito cittadino sulla presenza di persone migranti costrette a vivere per strada.

Secondo DemoS, il confronto pubblico avrebbe raggiunto un livello di esasperazione tale da rendere sempre più difficile affrontare la questione con equilibrio. «Intervenire oggi – sottolinea l'organizzazione – anche soltanto per ristabilire i fatti e spiegare il quadro normativo reale, rischia paradossalmente di essere strumentalizzato e di produrre ulteriore tensione».

Da qui la scelta di non alimentare lo scontro. «Non intendiamo aggiungere benzina sul fuoco né partecipare a una rincorsa a chi grida più forte per raccogliere consensi facili», afferma DemoS.

Il movimento invita però le istituzioni a non ignorare il clima sociale che si è creato. «Questo rancore diffuso dovrebbe rappresentare la prima vera preoccupazione per chi guida le istituzioni locali e nazionali», sostiene DemoS, secondo cui quando una comunità interpreta fenomeni complessi esclusivamente attraverso il risentimento «significa che la politica ha smesso di fare il proprio dovere, rinunciando a governare i fenomeni e lasciando i cittadini soli con le proprie paure».

Nel documento viene quindi richiamata l'evoluzione dei flussi migratori. Secondo DemoS, Crotone oggi non si confronta soltanto con gli arrivi via mare, ma anche con spostamenti via terra e percorsi secondari. A questo scenario, aggiunge l'organizzazione, si sono affiancate negli ultimi anni modifiche legislative adottate a livello nazionale ed europeo, citando tra gli altri il Decreto Cutro e le norme relative ai cosiddetti «dublinanti» e all'accesso all'accoglienza.

Per DemoS, la riduzione delle tutele senza la predisposizione di percorsi alternativi avrebbe contribuito a determinare situazioni di marginalità e di persone senza un'abitazione stabile.

«Limitarsi a denunciare il degrado senza spiegare cosa lo generi serve solo ad alimentare la frustrazione collettiva», sostiene DemoS, che allo stesso tempo riconosce la necessità di individuare risposte nuove rispetto al passato.

Nel documento viene richiamato anche l'intervento dell'eurodeputato Mimmo Lucano, che nelle scorse ore ha posto l'attenzione sulle condizioni in cui si trovavano decine di persone accampate a Crotone. DemoS giudica «doveroso» l'intervento della Prefettura, con i trasferimenti disposti per alleggerire la pressione sul territorio, ma sottolinea che un intervento successivo all'emergenza non può rappresentare una soluzione strutturale.

Da qui la richiesta rivolta alla Prefettura, agli organi competenti e alle amministrazioni pubbliche affinché assumano un ruolo di coordinamento più ampio e non si limitino alla gestione delle singole emergenze.

L'obiettivo indicato da DemoS è quello di superare «la falsa contrapposizione tra sicurezza urbana e dignità umana». «Non si tratta di valori in conflitto», sostiene l'organizzazione. «Una città è davvero sicura solo quando non genera sacche di disperazione a cielo aperto».

La proposta è quindi quella di un confronto istituzionale capace di «mappare il fenomeno reale» e programmare risposte flessibili, in grado di garantire contemporaneamente la vivibilità degli spazi pubblici e il rispetto della persona.

«La rabbia dei cittadini non va usata come una clava propagandistica, ma ascoltata e risolta con serietà», conclude DemoS. «Crotone merita un livello di confronto maturo, perché lo scontro continuo non toglierà una sola persona dalla strada e non renderà la città più sicura».

DemoS – Democrazia Solidale Crotone

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