Mons. Caiazzo: «San Paolo è la lettera che io ho scritto in questi anni»

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Michele Affidato – sezione post

C’è una storia scritta, indelebile e fruttuosa, tra la vita di don Pino, oggi Mons. Antonio Giuseppe Caiazzo Arcivescovo di Matera-Irsina, e la parrocchia di San Paolo di Crotone. L’ospite più atteso ha fatto ritorno nella sua città in occasione della grande festa in onore della Vergine di Capocolonna e patrona di questa arcidiocesi. In una gremita Basilica Cattedrale, anche Mons. Caiazzo ha chiesto durante la Messa da lui presieduta la grazia attraverso l’intercessione della Vergine. Tra lacrime, abbracci e applausi, al termine della cerimonia gli è stato donato un Quadro della Madonna di Capocolonna dal clero della diocesi crotonese: «Ho ricevuto tantissimo da questa città, da questi fratelli e sorelle che anche adesso si preoccupano per la mia persona. Sono grato a Dio e a questa città che è davvero speciale per me. L’ho detto quando sono diventato vescovo, San Paolo è la lettera che io ho scritto in questi anni che sono stato a Crotone ed è una lettera che mi auguro che coloro che mi sono stati vicino in questo cammino che abbiamo fatto insieme si facciano leggere nella loro bellezza, nella loro autenticità, nella profondità del mistero che si incarna nel messaggio che abbiamo cercato di annunciare».

Anche Mons. Caiazzo, come Mons. Staglianò, ha ricordato il Magistero di Mons. Giuseppe Agostino: «è impossibile poterlo metterlo da parte. Il percorso che questa Chiesa locale ha potuto fare sotto il suo magistero è stato eccezionale, ha aperto strade nuove all’interno della Calabria e Crotone è diventata la Diocesi che si è imposta all’attenzione di tutta la regione e a livello nazionale. Questo non dimentichiamolo». E tra i ricordi che non ha dimenticato Mons. Caiazzo, vi è l’alluvione che ha colpito Crotone nel 1996: «Ricordo quel giorno con la macchina mentre sfidavo le acque, e la gente mi diceva di fermarmi, per andare incontro a chi aveva difficoltà. È stato un momento tragico ma che ci ha fatto prendere la coscienza che noi crotonesi dovevamo rimboccarci le maniche e non piangerci addosso. Ci siamo resi conto che al di là degli aiuti da tutte le parti d’Italia in definitiva dovevamo essere noi stessi ad occuparci delle problematiche di quella tragedia e di quelle che poi sono nate dopo e che tutti sappiamo». Il presule ha ricordato, inoltre, i vescovi che lo hanno accompagnato nel cammino della sua vita, come Mons. Pietro Raimondi quando era ragazzino, Mons. Giuseppe Agostino, Mons. Andrea Mugione e, infine, Mons. Domenico Graziani: «In questa cattedrale sono stato ordinato sacerdote proprio da Mons. Agostino nel 1981, ho vissuto in Duomo momenti belli insieme a tutti i presbiteri, ho cercato di dare nel mio piccolo il mio contributo per il bene di questa comunità».  Danilo Ruberto