Monsignor Antonio Staglianò: “La via della pace è quella della solidarietà e della condivisione”

Monsignor Antonio Staglianò: “La via della pace è quella della solidarietà e della condivisione”

Soffiano i venti di guerra sull’Europa, con la minaccia dell’insidia della guerra che potrebbe entrare tra le vite umane per distruggere vite. “La Pace nel mondo come sommo bene per l’umanità ” è il titolo di un convegno promosso dall’associazione Paideia che si è si svolto il 29 dicembre nella sala consiliare del Comune di Crotone. Oltre il presidente dell’associazione Luigi Bitonti, hanno relazionato il dottore in Criminologia Claudio Pirillo con le conclusioni affidate al presidente dell’Accademia Pontificia e Vescovo emerito di Noto monsignor Antonio Staglianò.

«La pace è distruggere le condizioni per cui le guerre vengono fatte – ha dichiarato il presule ai presenti –  la pace dunque non significa soltanto non farsi la guerra. E’ possibile anche che l’uomo non muova la guerra agli altri con le armi, ma dobbiamo porci la domanda sul perchè esistano gli eventi bellici.  La guerra esiste perchè la sua origine è nell’attaccamento a tutte le cose».  L’uomo, continua il presidente dell’Accademia Pontificia, è «immerso nella società dell’ipermercato». Durante il convegno, il dottor Pirillo ha aggiunto che le guerre sono “predatorie di mercato, indirizzando la società economicamente e socialmente per creare il mercato unico del globalismo finanziario”.

Prosegue Monsignor Staglianò: «Da una parte la società dell’ipermercato vuole il consumo, l’attaccamento alle cose che è all’origine delle guerre, ma dall’altra parte non vuole le guerre. Qui bisogna pensare e mettersi insieme per una nuova civiltà dell’amore, e dunque non possedere le cose». Dunque indica la soluzione per la pace, della conversione dell’uomo alla propria umanità: «La via è unica, quella per la solidarietà, della condivisione, per far sì che tutti nel mondo godano dei beni della creazione, senza le ingiustizie e poche persone che sulla terra possiedono la maggior parte dei beni» e, aggiunge, «se non distruggiamo queste strutture allora è solo  chiaccherare sulla pace, perchè prima o poi qualcuno si mette in testa la volontà di potenza, l’attaccamento alle cose  e ti fa la guerra».

In conclusione, Luigi Bitonti ha ricordato il valore della pace di cui «si può discutere in una antica città di scienza e sapienza come Crotone, terra di Pitagora, filosofo che aveva capito qual era il gene cattivo degli uomini, che è quello della violenza e arroganza. Allora bisogna inculcare il gene della filia, dell’amore verso gli altri, come ha insegnato nella sua scuola filosofica».